Come vendere l’anima al diavolo superando lo scoglio della burocrazia italiana

Una volta vendere l’anima al diavolo era molto semplice. Vi ricordate? Bastava evocare il demonio, chiedere quello che si voleva, firmare il contratto e il gioco era fatto. La nostra vita di merda cambiava radicalmente. Noi eravamo contenti, Satana anche, ognuno a casa sua e fine dei negoziati.
Poi è arrivata la globalizzazione, l’apertura dei mercati internazionali, la burocrazia, la finanza. L’Italia ha regolamentato a suo modo la compravendita e tutto ha iniziato a complicarsi.

Vendere l’anima al diavolo

Vendere l’anima al diavolo oramai non è più come un tempo. Procedure, controlli, normative europee e nazionali. E ovviamente ci sono i diritti da tutelare e i doveri da rispettare. Ad esempio, Satana non può più pagare i demoni in ritenuta d’acconto. E inoltre sapevate che non è più possibile firmare il contratto con il sangue? Belli i tempi in cui l’artiglio del diavolo siglava il foglio di rosso.
vendere anima al diavolo
Qui sono proprio le tradizioni a venir meno, è mai possibile tutto questo? E anche evocare Satana non è più cosa facile, basta vedere cos’è successo l’ultima volta con Federico Moccia. Inoltre, per vendere l’anima al demonio bisogna andare dal notaio, e questa operazione ha un costo. Infine bisogna trovare un buon avvocato, e in giro sono oramai quasi tutti avvocati del diavolo, si sa. Quindi è dura.

Se poi, quando tutto va a buon fine, Satana esercita anche il diritto di recesso perché si sente truffato, be’, allora capite bene che qualcosa non va in questo sistema. Ma il buon vecchio Belzebù non ha tutti i torti, specie considerando il taglio dei finanziamenti agli inferi, che sono sempre più abbandonati a loro stessi. Carenza di personale qualificato, strutture fatiscenti e anime che riescono ad evadere senza troppe difficoltà. Sono i rapporti umani che sono venuti meno. Non riusciamo più a fidarci gli uni degli altri. Non riusciamo più a riconoscerci come membri di un’unica, grande, comunità.

Ecco come muoversi

Ma io mi domando: quand’è che abbiamo iniziato ad essere così sospettosi gli uni verso gli altri? Quand’è che ogni cosa ha cominciato a degenerare?
Per come la vedo io, l’unico vero modo per vendere l’anima al diavolo superando lo scoglio della burocrazia italiana resta l’accordo verbale, senza troppe formalità. Nessun contratto, nessuna ricevuta, nessuno scontrino. Ritornare ai bei tempi di una volta, quando il lavoro nero era ancora una risorsa preziosa, da curare e tenere nascosta. Non una cosa svenduta, legalizzata con il precariato. Era un patto d’onore tra gentiluomini, o no?
Accordi chiari, pagamenti liquidi e fine della storia.
Poi va be’, ogni tanto qualcuno veniva meno ai patti, ma in quel caso si risolveva tutto con un bel duello alla spada o alla pistola, no? Eh, già… bei tempi.

Sì, ok, con il lavoro nero non si rispettano i diritti di chi lavora e si incentiva l’evasione fiscale, è vero, e Satana questo lo sa bene. Per cui il da farsi sta alla vostra anima deciderlo. Finché ne avete una, ovviamente.

2 CommentiLascia un commento

  • Mi ero accorta che c’era qualcosa …ma a scambio di vedute con concorrenti di lavoro si diceva che…Non eravamo né da una parte ne dall’altra. ..in parole povere avevamo si una parte buona ma anche una che il diavolo ci filava e così ne il buon Dio né Satana ci voleva…olee ho detto la mia

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