Va’ dove ti porta il cuore. E ti ritroverai in cardiochirurgia (evviva l’amore!)

Va’ dove ti porta il cuore è il titolo di un noto libro della Tamaro (è un libro che mi fa parecchio cacare, ma se volete comprarlo, voi che di letteratura non capite un cazzo, potete trovarlo qui).
Dicevo, la frase “Va’ dove ti porta il cuore” è il titolo di un noto libro della Tamaro, è vero. Ma spesso, purtroppo, è anche uno dei consigli che gli amici bastardi che ci ritroviamo, ci danno per darci modo di gestire al meglio le nostre relazioni amorose di merda.

Voi chiedete speranzosi: “Cosa devo fare con lei?”.
E loro: “Va’ dove ti porta il cuore”.
“E che vuol dire?”
“Vuol dire che non devi rompere i coglioni a noi con ‘ste tue lagne del cazzo”.
“Ma io soffro!!”
“Se soffri, in Svizzera praticano l’eutanasia”.

Evviva l’amore! Evviva gli amici!
Sì, perché gli amici, quelli veri, sanno che la sincerità è importante.

Va’ dove ti porta il cuore e rompi meno le palle

Non so voi, io ogni volta che vado dove mi porta il cuore, finisce sempre che il cuore mi porta a Fanculo. E’ come se fosse una strada obbligata. Come quei cavalli che imparano a memoria il loro percorso e sono in grado di andare da una parte all’altra anche senza cavaliere.
Io mi do la carica, mi gaso, mi decido e mi dico: “Vai, Enrico. Non pensare ad altro e va’ dove ti porta il cuore”. E puntualmente mi ritrovo davanti al cartello con su scritto: “Benvenuti a Fanculo!” e più in piccolo: “Città gemellata con Ecco ‘n artro Stronzo”.

Non lo so perché va sempre a finire così. Non lo so come diamine sia possibile. Non lo so il motivo. So solo che accade. Puntualmente.
Lasciar guidare il cuore è un errore madornale, perché, con ogni probabilità, non ha mai superato gli esami per la patente.
Ma d’altro canto ci sono giorni in cui il cervello non è proprio in condizione di mettersi alla guida, o no?
E allora tocca fidarsi, seguire consapevolmente quest’organo inetto, e preparasi al peggio. Perché il peggio, quando si segue il cuore, arriva puntualmente.
va' dove ti porta il cuore-evviva-l'amore

Evviva l’amore

Sia chiaro, non sto dicendo che l’amore non è qualcosa di bello, anzi: evviva l’amore! Sto solo osservando che alcuni organi interni non hanno contatti con il cervello, se non minimi. E il cuore è uno di quelli. Lui manda il sangue in circolo grazie a una semplice funziona involontaria vegetativa. Cosa ci si può aspettare da uno così? Insomma, stiamo parlando di un organo che vive di impulsi inconsci. Non si può certo pretendere granché, dico bene?

Voi come vi comportate in amore? Come gestite le relazioni complicate? Andate dove vi porta il cuore? Preferite dare ascolto al cervello? O, come me, credete anche voi nella simpatica incoerenza dei vostri genitali?

5 CommentiLascia un commento

  • Bello! 🙂 Io… ormai seguo il bicipite: Ho cambiato muscolo, che è meglio! 🙂
    E la “Tamarra” e’ ‘n’ imbrogliona, ecco! 🙁

  • Punto 1): Datosi che il cuore è solo un muscolo, la sede più irrazionale e dei sentimenti si trova sempre nel cervello, perciò dire: seguire “il cuore” è ‘na cazzata.
    Punto 2): Comunque facciamo che, appunto, la sede dei sentimenti situata nel cervello venga chiamata “cuore”, per ignoranza o in ogni caso intendendo i sentimenti; seguire solo questa parte del cervello è sempre e solo ‘na cazzata, e come ha scritto Enrico ti porta sempre a “Fanculandia”.
    Conclusione: Affidarsi solo ad una parte della mente è sempre ‘na fregatura, anche perché col tempo questa parte viene meno e ti rendi conto delle cazzate ridicole che hai fatto o pensato per colpa sua. L’amore è solo un’inganno e n’illusione transitoria della mente.

  • E traendo un’ultima considerazione: “va’ dove ti porta il cuore” credo che fu anche il pensiero del kamikaze che si fece esplodere, degli uomini che (per un motivo o per l’altro) commisero un femminicidio, del pedofilo, di chi commise uno stupro, di chi si suicidò ecc. ecc. Traiamone le debite conclusioni…
    Non credo convenga ascoltare troppo i suoi spontanei impulsi.

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