Unioni gay e coppie di fatto. Cosa ne pensano i Bronzi di Riace?

Oggi ripropongo un racconto uscito qualche tempo fa su Il Garantista, quando si discuteva se spostare i Bronzi di Riace da Reggio Calabria a Milano, in occasione dell’Expo. In verità si tratta di un piccolo spaccato sulla città di Reggio (ma anche sulla Calabria in generale), su come viene intesa la cultura in Italia, sull’affarismo politico e le sue distorsioni, e altre idiozie del genere. Però in questi giorni di unioni civili il racconto è ritornato un po’ di attualità (anche perché i Bronzi di Riace, nel campo delle “coppie di fatto” sono un’istituzione, addirittura più dei marò) così ve lo posto qui. Fatemi sapere cosa ne pensate.
Milano, Reggio o amore? Cosa ne pensano i Bronzi di Riace?
“Be’, ma insomma, andiamo all’Expo di Milano oppure non andiamo?”
“E non lo so, non ho capito”.
“Bo’, non si capisce niente, io ci spero. Bruneau mi ha regalato un tanga leopardato che è la fine del mondo, mi serve un’occasione per indossarlo di nuovo”.
“Me lo ricordo il tuo tanga”.
“Bello, no?”
“Può piacere”.
“E non hai visto il boa fucsia. Se andiamo all’Expo di Milano faccio un figurone”.
“Che poi capirai st’Expo, non te lo ricordi il giro di mazzette che c’è stato? ‘Na porcheria”.
“Eh, ma ora è tutto risolto, no?”
“Tu dici? Sarà… a me puzza ancora. Ad ogni modo non lo so se andremo. La vedo difficile”.
“Uff, non abbiamo fatto niente per tutta l’estate, manco un bagno a Scilla. Non andiamo mai da nessuna parte. Non ce la faccio più a stare sempre chiuso dentro a ‘sto Museo. Da quanto tempo è che non usciamo, che non vediamo gente? Io ho bisogno di aria. Non è giusto. Sto impazzendo!”
“Magari alla fine andiamo, chi lo sa. È solo che il Ministro dice che forse non siamo in grado di viaggiare”.
“E che ne sa quello? Chi l’ha mai visto?”
“Così gli hanno riferito gli ‘Amici del museo’”.
“Ah, una cosa tra amici, ho capito. Ma poi in che senso non siamo in grado di viaggiare? Per il mal d’auto? Male che va piglio un Travelgum”.
“Macché mal d’auto, qua tutti parlano di fragilità strutturali?”
“Suona male, che roba è?”
bronzi di riace bruneau

“A sentire quello che si dice in giro è come se avessimo ‘na specie di osteoporosi, boh”.
“Ma l’osteoporosi ce l’avrà sua sorella. Ma vedi tu se mi devo bruciare le vacanze per…”.
“Va be’, 2500 anni in acqua salata: non so tu ma io qualche acciacco me lo sento. E poi vacanze si fa per dire. Non farti illusioni, all’Expo andremmo per lavoro, eh? Divertimento poco o niente. Tutto il giorno in posa, pancia in dentro e petto in fuori, coi giapponesi che fanno le foto…”
“Sai che palle. Già solo a pensarci mi si appesantiscono le gambe, ma almeno è una scusa per uscire qualche giorno. Chiuso qua dentro soffoco, mi manca l’aria!”
“La sera a cena con Sgarbi e Maroni. Te la senti?”
“Sgarbi e Maroni?”
“Già. Sgarbi e Maroni”.
“Per forza con loro?”
“Sì”.
“Ma sai che c’è? Quasi quasi meglio Reggio, facciamo un giretto sul lungomare, mangiamo una pizza…”
“Ma infatti”.
“Poi c’è quel tizio che vende le birre a un euro”.
“Quale?”
“Quello alla salita delle scale mobili”.
“No, dai, là è brutto, la galleria con le scale mobili s’è mangiata tutto lo spazio. È scomodo”.
“Be’, sì, in effetti”.
“E poi alla fine manco funzionano ‘ste scale mobili, che le avranno costruite a fare?”
“E’ che le tengono spente: consumano troppo e non ci sono soldi”.
“Va be’, facciamo che prendiamo una birra e passiamo da Villa Zerbi, va’”.
“No, Villa Zerbi sta cadendo a pezzi, oramai è in abbandono. È messa peggio di noi”.
“Ma è uno dei palazzi più importanti della città?”
“E che ti devo dire”.
“Va be’, ho capito, accontentiamoci di una boccata d’aria e basta, che è meglio”.
“Che poi boccata d’aria si fa per dire, i cassonetti vomitano spazzatura e non sappiamo più dove metterla”.
“Pure?”
“Eh, Reggio è anche questo, mica solo i Bronzi”.
“Basta Milano e basta Reggio allora. Ci facciamo quindici giorni in Croazia, come la vedi?”
“Eh, la vedo che si può fare. Lontani da tutti e tutto. Io e te e basta”.
“Sì, andiamo via. Io e te e basta”.
“Prenoto?”
“Sì, prenota”.
“Ti amo”.
“Ti amo anch’io”.

Se la conversazione dei Bronzi di Riace ti è piaciuta fai il test e scopri se anche tu sei un vile omofobo!

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