Se siamo quel che mangiamo allora siamo lo schifo

Se siamo quel che mangiamo allora siamo lo schifo

Ripropongo di seguito un altro dei racconti già pubblicati tempo fa, in giro su riviste o quotidiani. Il titolo di questa storia è “Siamo quel che mangiamo”, uscì sul quotidiano Linkiesta ed è dedicata allo scandalo del pesto al botulino e alle adulterazioni alimentare in generale.
Una semplice discussione tra amici diventa il pretesto per fare un elenco abbastanza inquietante di tutti gli scandali alimentari che ci hanno riguardato negli ultimi anni. Se vi va, lasciatemi un vostro parere.
Buona lettura 🙂

Torta al cioccolato_Siamo quel che mangiamo

Sembra una squisita torta al cioccolato, vero?

Siamo quel che mangiamo…

Parliamoci chiaro, il pesto al botulino è roba per dilettanti, cibo per fighette.
«Va be’, però è mortale».
Dettagli. Il pesto al botulino è una roba già sentita, una cosa quasi antica. Quello che conta, oggi, in cucina, è la creatività.
Ad esempio, la mia ricetta preferita è quella della torta al cioccolato. Sì, insomma, quella made in Sweden, produzione Ikea. È la ricetta che meglio ci descrive.
Torta al cioccolato con ripieno di merda: il massimo. Ne hanno parlato tutti i telegiornale. Ne converrai con me che da qui in poi è difficile fare di meglio.
Come vedi, ne abbiamo attraversate di tempeste. Altro che pesto al botulino: qui parliamo di torta alla merda!
«E dai, cazzo, sto mangiando!»
Che mangi?
«Uno yogurt alla fragola, non va bene?».
Capirai, con tutti gli Ogm Monsanto che girano.
«…»
Prima della torta ci sono stati i ravioli della Buitoni al cavallo dopato. Anabolizzanti, bentelan e apomorfina: l’ultima frontiera della nouvelle cuisine. Per il sugo sbizzarritevi un po’ voi, io propongo il classico pomodoro, basilico e anfetamina. A piacere un po’ di ricotta stagionata.
A proposito di ricotta. La ricotta coi pallini rossi te la ricordi?
«E come no. Che cazzo di schifo!»
Io però a livello estetico ho sempre preferito la mozzarella blu. Il blu mi trasmette un senso di pace e serenità, i pallini rossi mi fanno pensare alla candidosi.
«Va be’, ‘sto yogurt lo finisco dopo».
Mozzarella blu Siamo quel che mangiamo
Poco male, tanto sarà carico di addensanti.
Un’azienda anni fa vendeva merluzzo avariato sbiancandolo con una miscela di acqua torbida e calce. Se non è estro creativo questo…
Ribadisco: il pesto al botulino è roba per fighette.
«In effetti l’altro giorno leggevo delle statistiche secondo cui 6 italiani su 10 temono frodi alimentari e…».
Questo vuol dire semplicemente che 4 italiani su 10 sono dei completi idioti e non sono in grado di guardarsi attorno. Mh… 4 su 10… a ben vedere questa statistica confermerebbe tante altre cose che riguardano questo paese. Ma lasciamo perdere…
E comunque le frodi alimentari ci fanno un baffo. Oramai siamo spazzatura vivente, respiriamo pulviscolo, facciamo il bagno nelle scorie nucleari. C’è poco da fare: siamo mostri deformi. Mutanti.
Abbiamo mangiato bistecche di mucche cannibali e maiali impregnati di diossina, buttando giù in abbinata grossi bicchieri di Brunello al metanolo.
Latte alla melammina e pollo fluorescente. Soia killer e cinghiale radioattivo. Ciliegie con Rodamina B e pomodori al petrolio raffinato.
Qualcuno ha messo in commercio anche le cozze cresciute ai piedi dell’Ilva, e malgrado questo siamo ancora qui a raccontarlo.
Il fatto è che abbiamo una grande capacità di adattamento, sì. Il problema, a ben vedere, è proprio questo: siamo un specie immortale, siamo come le blatte. Parassiti infestanti che si nutrono di escrementi. Pesci pulitori che vivono sul fondo della fogna. Divoriamo avidamente la schiuma putrefatta dei liquami in cui viviamo. Ecco cosa siamo: immondizia non biodegradabile.
«Bene, a questo punto direi che la fame mi è passata del tutto».
Pazienza. Sono cose che capitano.
Ti dispiace se lo yogurt lo finisco io? In fondo siamo quel che mangiamo.

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