Risate a crepapelle. 4 osservazioni idiote che fanno quelli senza umorismo

Viviamo in un’epoca grottesca, su questo siamo tutti d’accordo, giusto? Un’epoca ironica, dove la gente si ammazza dal ridere col kalashnikov. Un’epoca carica di umorismo, dove la stragrande maggioranza delle persone crepa dalle risate (mentre la gente crepa e basta), ma s’indigna se con un paradosso le fai notare la sua ipocrisia. Siamo circondati da una comicità sciatta, da prima serata Mediaset, non so se avete presente.

Una scorreggia in questi contesti può diventare l’evento comico dell’anno, il tormentone estivo, il motivo di accese discussioni finanche tra i banchi delle aule universitarie.
C’è qualcosa che non va in questa nostra epoca; è come una sorta di regressione intellettiva dovuta al radicarsi di questo analfabetismo di ritorno che forse, a ben vedere, è sempre stato qui, e che lentamente ci sta facendo ricongiungere a neandertal.

In fondo l’evoluzionismo darwiniano non è per forza di cose un’esponenziale monotòna crescente, e nulla vieta, da qui a qualche tempo, di ritrovarci a sguazzare in una pozza sulfurea come microscopici esserini unicellulari.

“Ma gli esseri unicellulari sono quelli che hanno un solo cellulare?”
C’è gente che ride a queste battute, ve lo giuro (state ridendo pure voi, eh? Maledetti!).
L’umorismo è il parametro su cui si misura l’intelletto. L’ironia è il vero campo di battaglia su cui si gioca la partita dell’evoluzione umana.
E in ogni caso, detto per inciso, è una partita che stiamo perdendo.

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Risate e ironia. 4 tipi di individui che non capiscono l’umorismo e dei quali bisogna sempre diffidare

I bigotti benpensanti sono il cancro dell’umanità. E il più delle volte sono maligni.

1. Quello che esplicita la tua battuta

Lui forse, in mezzo a questi robot privi di umorismo, è quello più fastidioso. Il problema più grave però è che non sa di esserlo, anzi, crede di essere simpatico, si considera divertente. A un certo punto dello sviluppo evolutivo, il suo cervello da criceto era pronto per fare il grande salto verso la via maestra che lo avrebbe portato fino allo scimpanzé nel giro di pochi miliardi di anni, ma evidentemente qualcosa è andato storto. Il tizio che esplicita la battuta è infatti in grado di comprendere alcuni meccanismi di questa strana cosa chiamata umorismo, ma non percepisce il sottinteso, questo è un problema.

Per carità, lui si fa quattro risate lo stesso, anche perché è uno che, nel dubbio, se gli altri ridono, allora ride anche lui. Però quando è davanti a una battuta con il sottinteso non ce la può fare: ha necessità di spiegare l’ovvio, come se gli altri non fossero in grado di comprendere. Il che non sarebbe neanche una cosa così terribile, se, dopo aver esplicitato la tua battuta ed essersi sbellicato con quella sua risata a singhiozzo, non se ne prendesse tutti i meriti come se la battuta fosse stata sua. E’ chiaro che uno così ti costringe a sparargli nelle ginocchia per poi orinargli addosso mentre si agita steso in terra. Non lo fai per cattiveria, ma per un sano principio educativo.
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2. Quelli che non capiscono la provocazione

“Hai fatto una battuta nazista/omofoba/misogina vergognati!!11!!”
“No, ma guarda che veramente la provocazione serviva proprio per porre l’accento sull’ingiustizia sociale che…”
“Sì, va be’, mo’ senza che ti rigiri la frittata, sei na merda!!111!!!”.
“Ma l’esagerazione serve per…”
“Merda!”
“Ma il paradosso…”
“Merda!!!”
“Ma Aristofane…”
“Merda!!11!!”
“Ma guarda che la satira nasce proprio dal paradosso e dall’estremizzazione di un…”
“MERDAAAAA!!!1!!!1”
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3. Quelli che ridono solo per le cose stupide

L’esilarante comicità di cui sono dotate queste persone è possibile collocarla a metà tra la comicità del bonobo (un allegro primate non dissimile dallo scimpanzé) e quella della salmonella (un simpatico agente batterico che crea febbre, vomito e cacarella). D’altro canto davanti alle cacate questi tizi si ammazzano spesso dalle risate. Matte risate. Sono coloro che finanziano ogni cinepanettone e s’indignano per le battute di Luttazzi. Sono quelli che ridono per le scorregge e Woody Allen gli sta sul cazzo. Sono coloro che si sganasciano per l’ironia verso i più deboli (senza paradosso), le barzellette misogine, che deridono i froci e dove i negri sono scimmie, però poi, davanti a una satira provocatoria: “quel comico lì ha davvero esagerato, hanno fatto bene ad arrestarlo“. Sono quelli con l’umorismo da camerata. In tre parole: sono gli idioti.
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4. Quelli che “non rispetti le persone”

“Ma che battuta del cazzo? Non fa ridere. Che comicità è? E poi su sesso/religione/morte non si scherza mica. Dovresti vergognarti. Non hai il minimo senso del rispetto verso l’umanità. Quelli come te alla sedia elettrica li manderei”.
“Per una questione di rispetto verso l’umanità, immagino”.

In conclusione, ricordate: diffidate sempre di chi non capisce l’umorismo, potrebbe essere un alieno venuto sulla terra per ucciderci tutti (proprio come Magalli).

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