Mollo tutto e vado via. Ok, ma poi quali sono le conseguenze?

Quante volte vi siete detti “Adesso mollo tutto“, “Espatrio“, “Vado a lavorare ai Caraibi“, “Vi lascio tutti qui a crepare nella vostra idiozia, maledetti incompetenti che non siete altro!”. Lo so, capita. Cambiare vita è un nostro desiderio recondito, specie quando quella che viviamo è una vita di merda. Ma le cose che ci frenano, diciamolo chiaro, sono il peso dell’organizzazione e il pensiero delle conseguenze. Insomma, la pigrizia.

Ma se è vero che il Paese sta andando a rotoli, come vogliono farci credere gli speculatori di borsa, allora forse conviene mettere da parte la nostra pigrizia e organizzare una buona strategia per partire il prima possibile. Tanto, è inutile negarlo, tutti, chi prima, chi dopo, abbiamo desiderato andarcene, cambiare lavoro, magari lavorare da una casa sul mare o, comunque, aprire un’attività all’estero.

In generale, è frequente incontrare qualcuno con il desiderio di scappare via dell’Italia o dal proprio paesino per valorizzare il proprio talento in qualche paese in cui vige ancora quella follia chiamata meritocrazia. Nella tiepida melma del clientelismo italiano si sguazza bene finché sei convinto che la merda sia Nesquik. Ma quando l’infanzia finisce e ti rendi conto che il Nesquik è una merda è a quel punto che inizia il tuo calvario.
Nel corso degli ultimi decenni siamo stati depredati di quasi tutti i nostri diritti fondamentali. Ufficialmente ma anche ufficiosamente, sia chiaro.

La legge Biagi-Maroni ha istituzionalizzato il precariato. E il precariato, in un sistema lavorativo poco dinamico come quello italiano, ha cancellato con uno schiocco di dita il diritto alla pensione, alle ferie, alla malattia, all’equa retribuzione, alla dignità. Risultato: quarantenni squattrinati travestiti da ventenni senza nessuna realizzazione personale. Nessuna prospettiva. Nessun futuro. Depressione, psicofarmaci, disagio. Il meglio che ci è concesso è fare gli schiavi nei call center. Vodafone. Wind, Telecom.
Crea anche tu la tua pensione integrativa. Investi nel tuo futuro. e chi se ne frega se non hai un presente. Se acquista la nostra offerta, signora, ha diritto a una lussuosissima vacanza. Vacanza che noi non faremo mai.
E allora io quasi quasi mollo tutto.

Sì, ok, sono cose che si dicono. Però, di tanto in tanto qualcuno le realizza anche. Alle volte manca il coraggio per decidere di mollare davvero tutto, altre volte i soldi (anche se, come abbiamo già visto guadagnare senza lavorare non è un problema).

Alle volte è una questione inconscia, o addirittura la pigrizia. L’abbraccio morboso della routine.
Ma quali conseguenze comporta lasciarsi ogni cosa alle spalle? Cosa succede realmente quando diciamo “mollo tutto” e poi mettiamo davvero in pratica questo proposito? Cosa accade quando lo stress ha il sopravvento e uno sticazzi non basta più. Come riesce a ruotare ancora su se stesso il mondo dopo che noi siamo andati via? E soprattutto come fare per andare via?

Vediamo in questa rapida carrellata come agire e quali conseguenze comporta questa nostra scelta di vita. Sia nel caso venga messa in pratica, sia qualora dovesse restare un semplice desiderio irrealizzato.

Mollo tutto e vado via

Mollo tutto e vado a lavorare all’estero

Avete messo da parte il vostro gruzzoletto e ora volete andare a lavorare all’estero. Sì, ma che tipo di lavoro? Avete letto su internet quali sono i lavori del futuro? Bene, allora adesso siete davvero pronti anche voi per arricchirvi vendendo droga tagliata male, magari in Germania o in Canada, dove l’economia è più solida.

Ma come funziona la legge sulle droghe da quelle parti? Non l’avete mica considerato, vero? Questa approssimazione in campo professionale, qualunque sia il business su cui decidete di investire, non vi porterà da nessuna parte, sappiatelo. Bisogna organizzarsi. Leggere. Chiedere consigli.

Com’è il mercato nel Paese in cui volete andare? E la concorrenza? E che tipo di prodotto proporreste al vostro pubblico? Che prezzo fare? Quanto investire?
Qualunque sia il vostro business è necessario valutare bene pro e contro. Un piano economico va strutturato assolutamente, altrimenti addio investimento fruttuoso. Quindi, prima di mollare tutto, rivolgetevi a un buon consulente dello spaccio internazionale.
Inoltre, fate in modo che la vostra assicurazione viaggio paghi anche le eventuali spese legali. Non è per portare sfiga, ma non si sa mai.

Il viaggio studio

Il viaggio studio può essere un primo passo per testare la situazione. Entrate nel Paese, vi create una vostra rete, e passo dopo passo potreste ritrovarvi inseriti nel vostro settore senza troppo sforzo burocratico.
Certo, le conseguenze di una vacanza studio le conosciamo già. Se arrivate in un posto e fate la vita dello studente Erasmus vi ritroverete ad ubriacarvi già alle 9 di mattina, prima ancora di aver smaltito la sbronza della notte prima e così via fino all’infinito (intendiamoci però, essere degli ubriaconi ha le sue virtù).
Se quello che cercate è un cambiamento definitivo e la vita da alcolista non vi dispiace, allora il viaggio studio può rappresentare l’inizio della vostra nuova vita.

La partenza zaino in spalla

Infine, al di là che siate tipi da “mollo tutto” oppure no, la partenza zaino in spalla, autostop e vita all’aria aperta è sicuramente in grado di creare suggestioni nella fantasia di tutti. E allora perché non affrontare un viaggio in questo modo? Perché non farlo? In fondo il vero viaggio è esplorare, conoscere, muoversi in libertà. Ignoriamo i sentiri già battuti, visitiamo mete esotiche. Perché ingabbiare la nostra libertà? Perché affidarci a una agenzia viaggi per la nostra partenza?
Per non essere fatto a pezzi dalle gang sudamericane o per non essere sequestrati da mercenari vicini all’Isis?
Ok, d’accordo, due buone argomentazioni, mi avete convinto.

Mollo tutto, ma fino a un certo punto.

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