Latte, sangue e hip-hop. La mia intervista a Don Diegoh e Ice One

Oggi non ho molta voglia di scrivere. Mi limito a postare questa intervista che ho realizzato a due miei cari amici che fanno musica rap e sono da poco usciti con il loro nuovo album. Loro sono Ice One e Don Diegoh e l’album si intitola Latte & Sangue. L’intervista è stata pubblicata in versione ridotta sul Garantista di qualche giorno fa. Questa è la versione integrale, decisamente più lunga.Featured image

Latte, sangue e hip-hop. Intervista a Don Diegoh e Ice One.

di Enrico Miceli

Per gli amanti della musica rap il nome di Don Diegoh oramai non ha più bisogno di presentazioni. Crotonese doc, classe ’84, da oltre un decennio calca i palcoscenici dove la musica underground, quella fatta bene, è di casa. All’attivo i dischi Storie di tutti i giorni (2007), Double Dek (2008), Radio Rabbia (2011). Poi l’incontro con il romano Ice One, senza esagerazione una leggenda vivente del rap italiano, dj già dall’82, produttore e beatmaker potente e raffinato.

Quindi l’uscita pochi giorni fa del nuovo album Latte & Sangue che sancisce la loro collaborazione e nel quale appaiono altri mostri sacri dell’hip-hop romano come ad esempio i Colle del fomento. E a Don Diegoh ed Ice One abbiamo dunque chiesto in anteprima di presentarci questo nuovo disco.

Come è nato, qual è la sua intenzione, quali le influenze?

Ice One: A posteriori posso dire che questo disco prende vita da una collaborazione nata sul palco. Li ci siamo arrivati tramite un percorso di conoscenza reciproca che ci ha fatto capire che sul palco insieme abbiamo un affiatamento sempre in crescita. Io ho iniziato a comporre musica tenendo conto delle caratteristiche di Don Diegoh che è un grande scrittore. Lui scrive in freestyle… anzi scrivere non è esatto… è come se avesse un foglio di carta in cui scrive nella sua coscienza… e ricorda tutto il meglio… poi questi freestyle da flusso di coscienza diventano canzone. Gli influssi musicali di quest’ album sono il funk, il soul, e il rock progressive degli anni 70 con influenze blues: aggiungi un tocco di elettronica ed avrai la ricetta sonora di Latte & Sangue, che poi è il suono di Don Diegoh & Iceone.

Per quanto riguarda l’intenzione dell’album in se è quella di rappresentare e far sentire rappresentati un grosso numero di persone: dai simpatizzanti dell’hip hop ai b-boys, dall’old school alla new school passando per il concetto di true school, ma anche da chi amerà semplicemente le canzoni senza nessun pregiudizio.

Rilevante la presenza nell’album dei Colle der fomento (Danno e Masito appaiono in più pezzi). Diegoh, tu oramai vivi a Roma da tempo e la scena hip-hop della Capitale sembra averti inglobato in qualche modo. Anche se poi nell’album appaiono nomi come Kiave o Dj ‘Ntrippo che riportano subito alla Calabria o a Crotone. Qual è oggi, in senso ampio, il rapporto con la tua città natale e quello con Roma?

Don Diegoh: La mia prima casa è, era e sarà sempre Crotone. In tutto. Oltre a essere il luogo in cui ho mosso i primi passi è il luogo in cui mi “ritrovo”. Roma è un posto che mi ha voluto bene, quasi da subito, nel quale ho respirato sempre un tipo di Hip Hop affine al mio modo di interpretarlo.

Ice One, dopo la lunga esperienza con i Colle der Fomento, l’attività da solista e le altre collaborazioni, come mai hai deciso di iniziare questa nuova avventura con Don Diegoh, cosa hai visto?

Ice One: Durante il mio lungo viaggio nell’Hip Hop, iniziato nel 1982 ho vissuto varie fasi. In alcune sono stato più protagonista, mentre in altre mi sono ritirato un po’ a crescere e a maturare sia tecnicamente ma anche a livello espressivo. Io non sono uno che prova, che si allena, ma devo far crescere dentro di me convinzioni ed aspirazioni per un periodo chiuso nella mia tana, per poi uscirne con qualcosa di più forte. In questi ultimi cinque anni ho prodotto un sacco di cose in free download: una sorta di semina, conlatte-e-sangue-don-diegoh-iceone molte innovazioni. In questo viaggio ho visto in Don Diegoh il personaggio Giusto per far girare a dovere i miei beats…ed in Diego la persona giusta per poter far crescere un dialogo artistico e creativo. Don Diegoh è anche il risultato di alcune cose che ho fatto io in passato con I Colle, Assalti etc. dentro la sua cultura oltre a molto altro c’è anche roba che ho fatto io e questo è un fatto essenziale.
Ice One ha un’attività musicale oramai trentennale, e anche Diegoh oramai ha una carriera lunga alle spalle, sempre a contatto con la strada e l’underground. A vostro avviso come sono cambiati il rap e il mondo dell’hip-hop italiano in generale, negli ultimi due-tre decenni?

Don Diegoh: Il Rap prima era la Cnn del ghetto, ora è la Youtube del fighetto. L’Hip Hop, invece, fortunatamente è ancora vero e reale. 

Ice One: L’hip hop come tutte le cose che iniziano a girare e non si fermano più… vive di cicli… per cui ogni tanto si addormenta, mentre c’è chi da un altra parte dice che è morto. Poi qualche ragazzino potentissimo che esce con linfa nuova, ti fa capire che l’hip hop non morirà mai, ma che cambia continuamente forma. Come tutte le cose c’è chi lo travisa in un modo diventando fondamentalista e privandosi di modalità di espressione, o chi cerca di spremere l’hip hop come un limone, dicendo che è ora di diventare grandi e che la mentalità pro è quella vincente. C’è anche chi cerca di svilirlo dandosi dei titoli nobiliari tipo re di quest o di quell’altro. Tuttavia l’unico re che riconosco è il principio di questa cultura: il Wild Style.

In Italia stiamo vivendo un momento molto particolare: un grande fermento nell’underground ed un grande appiattimento nel mainstream. I grandi nomi del mainstream nella grande maggioranza dei casi hanno abbassato la posta della qualità, specchio solo di una mancanza di veri obiettivi artistici delle Major che però sono sicuro che cominceranno a puntare, come è ovvio che sia, su prodotti più genuini.

Cosa rimproverate, se rimproverate qualcosa, a chi c’era prima e a chi si avvicina oggi?

Don Diegoh: Non ho l’esperienza necessaria per criticare o giudicare chi c’era prima, a meno che non faccia del male (verbalmente) a un mio amico. Quando è successo mi sono esposto. A chi si avvicina oggi, invece, cerco più che altro di dare consigli. Io ne ho avuti pochi quando iniziai, e so che sono oro. 

Ice One: Per natura non memorizzo mai qualcosa che mi possa portare a rimproverare qualcuno. Il rimprovero secondo me non funziona mai… anzi… poi io sono come amo definirmi quando serve, imperfetto ma vero. Per cui sono un peccatore: posso dare solo dei consigli che vengono da cose che faccio. In primis a chi ha più esperienza di trasmetterla e non di insegnarla. La trasmissione è semplice, basta fare le cose in maniera intellegibile, niente trucchi, niente da nascondere e tutti ne godono. A chi si avvicina oggi raccomando di non riempirsi la testa di pensieri tipo post da social, ma bensì di vivere questa cosa prima di definirla e di capire quanto la possono amare. Perché l’hip hop e anche la musica sono cose veramente sacre…

Dov’è possibile acquistare Latte & Sangue?

Latte & Sangue è disponibile sulle piattaforme digitali (iTunes, Apple Music) nonché in copia fisica presso i negozi specializzati, sul sito dell’etichetta Glory Hole Records (che lo ha prodotto) e ovviamente ai live. 

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