Jan Boehmermann contro Erdogan. Ecco il testo integrale della poesia censurata

I limiti della libertà d’espressione esistono? Quali sono? Chi li decide? Secondo quale principio un pensiero, magari espresso sotto forma di opera satirica, può essere censurato o meno? È un tema fondamentale che ha portato, tra le altre cose, anche alla nascita di questo blog. Il mio punto di vista sulla questione l’ho già espresso più volte, ma l’argomento non può che riproporsi, sempre, davanti a nuove censure. Per come la vedo io, l’unico limite accettabile è dato dalla direzione che la satira ha: il soggetto preso di mira dev’essere sempre e comunque un potente o un potere. Soddisfatta questa condizione, il resto, può piacere o non piacere, ma, se si è in una democrazia, è lecito.
Purtroppo nell’aria, non solo in Italia ma nell’intera Europa, da qualche tempo a questa parte si respira un tanfo di fondamentalismo a dir poco disgustoso. E’ dai fatti di Charlie Hubdo che la cancrena del fanatismo ha iniziato a mordere lo scroto dell’Europa, cercando di reprimerne la libertà d’espressione. E credo che spetti a tutti i cittadini europei fare quadrato contro l’avanzata di questa psicosi collettiva.
Lo spunto per ritornare, oggi, a parlare della questione, è il caso riguardante il comico tedesco Jan Boehmermann (qui trovate il suo sito) conduttore del programma Neo Magazine Royale in onda sul canale Zdf. Jan Boehmermann ha recitato in tv alcuni suoi versi satirici, con i quali attaccava (dal mio punto di vista con una certa sobrietà ed eleganza, ma mi rendo conto che la soggettiva può essere opinabile) quel simpatico buontempone di Recep “scroto putrefatto” Erdogan, il quale ha pensato bene, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, di fare pressioni sul governo tedesco al fine di ottenerne la censura. L’accusa alla Merkel è “di essersi lasciata condizionare da Erdogan, diventato troppo prezioso per la collaborazione nella crisi dei rifugiati”. E d’altro canto non è la prima volta che quel burlone del presidente turco, tanto amato anche da queste parti, fa valere la sua autorità sulle politiche tedesche. Così ora Jan Boehmermann, per aver recitato in tv la sua poesia satirica contro Erdogan, rischia fino a 5 anni di carcere. La poesia (e l’intera trasmissione) è stata censurata fin da subito (su Youtube e sul sito della Zdf non se ne trova più traccia, anche se c’è questo video che inserisco qui in basso, che per il momento è ancora attivo su Vimeo) e anche trovare il testo integrale è impresa ardua (in Italia, poi, è impresa completamente impossibile). Per cui ho pensato bene di riproporla io, la poesia, utilizzando questo mio piccolo blog, affidando la traduzione a due persone di fiducia (anche perché il mio tedesco è più simile ai versi di Erdogan che si scopa una capra che a una lingua strutturata, con una sua grammatica).
Personalmente esprimo tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza a Jan Boehmermann, e non posso che definirmi disgustato da questa decisione così antidemocratica, presa dal governo tedesco, che sembra voler minare di proposito le fondamenta della democrazia europea, nel nome di logiche distorte che poco hanno a che vedere con l’interesse e i diritti del popolo.
satira - erdogan-jan boehmermann

“Critica diffamatoria”. Ecco la versione integrale del poema di Jan Boehmermann censurato da Recep Erdogan e Angela Merkel

Testo in italiano #1

(Traduzione di Tony Apollaro)

Pezzo d’idiota, codardo e represso
è Erdogan, il presidente.
Il suo coso puzza terribilmente di döner,
persino un peto di maiale odora meglio.
Egli è quel tipo d’uomo che picchia le ragazze
e lo fa indossando maschere di gomma.
Adora scoparsi le capre
e reprimere minoranze,
percuotere curdi, malmenare cristiani
e lo fa guardando pedopornografia.
E persino la sera, anziché dormire:
fellatio con cento pecore.
Sì, Ergodan è proprio
un presidente con un piccolo pene.
Ogni turco lo dice,
il maiale imbecille ha le palle rattrappite.
Da Ankara ad Istanbul
ognuno sa che quest’uomo è ricchione,
pervertito, pidocchioso e zoofilo.
Recep Fritzl Přiklopil.
La sua testa è vuota come le sue palle,
è la star di una gangbang
finché il pene non gli brucia nel pisciare.
Questo è Recep Erdoğan, il presidente turco.

Testo in italiano #2

(Traduzione di Vesna Lovrekovic)
Coglione, vigliacco, represso
è Erdogan, il presidente.
Il suo coso puzza di kebab
peggio della scoreggia di un porco.
È l’uomo che picchia le ragazze
indossando maschere di gomma.
Ama scopare le capre
e opprimere le minoranze,
calpestare i curdi, cacciare i cristiani
mentre guarda i porno per pedofili.
E alla sera invece di dormire
fa sesso orale con cento pecore.
Sì, Erdogan è proprio
un presidente col cazzo piccolo.
Si sente spifferare da ogni turco,
che la stupida troia ha coglioni grinzosi.
Da Ankara a Istanbul
lo sanno tutti che questo uomo è frocio,
perverso, pidocchioso e zoofilo,
Recep Fritzl Priklopil.
La testa vuota come le sue palle,
è la star delle orge,
finché il cazzo non gli brucia quando piscia.
Questo è Recep Erdogan, il Presidente turco.

Testo orginale

(di Jan Boehmermann)
Sackdoof, feige und verklemmt
ist Erdoğan, der Präsident.
Sein Gelöt stinkt schlimm nach Döner,
selbst ein Schweinefurz riecht schöner.
Er ist der Mann, der Mädchen schlägt
und dabei Gummimasken trägt.
Am liebsten mag er Ziegen ficken
und Minderheiten unterdrücken,
Kurden treten, Christen hauen
und dabei Kinderpornos schauen.
Und selbst abends heißt’s statt schlafen
Fellatio mit hundert Schafen.
Ja, Erdoğan ist voll und ganz
ein Präsident mit kleinem Schwanz.
Jeden Türken hört man flöten,
die dumme Sau hat Schrumpelklöten.
Von Ankara bis Istanbul
weiß jeder, dieser Mann ist schwul,
pervers, verlaust und zoophil,
Recep Fritzl Přiklopil.
Sein Kopf so leer wie seine Eier,
der Star auf jeder Gangbangfeier,
bis der Schwanz beim Pinkeln brennt.
Das ist Recep Erdoğan, der türkische Präsident.

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