Accademia della Crusca: “Se farebbimo più attenzione l’itagliano sarebbe più meglio”

“Se farebbimo tutti un po’ di attenzione in più” ha dichiarato Beato Sefarei, professore ordinario di Storia della lingua italiana presso l’Università Roma Tre, nonché direttore e presidente dell’Accademia della Crusca (trovate qui il sito) “l’itagliano sarebbe molto più meglio”.
L’intervista esclusiva ad enricomiceli.com è stata rilasciata da Sefarei nel corso di un lungo pranzo in trattoria, dove l’emerito accademico non la smetteva più di fare brindisi allegri alzando il calice di vino rosso.
“Alla salute!”

Accademia della Crusca. La parola al direttore e presidente Beato Sefarei

accademia della crusca direttore presidente intervista

Professore, quali sono gli errori linguistici in cui noi italiani incespichiamo più di frequente?

Vede, la lingua italiana è una lingua complicata, lei se la deve insegnare bene sennò fa un sacco di errori quando la parla e la scrive. Questo ce lo dico come a un figlio: sallo già da subito, senza studio non ci arrivi a niente.
Vuoi un altro poco di vino?

No, grazie.
Tanto per fare un esempio: mi sembra di notare tra gli italiani una crescente confusione nell’utilizzo dell’apostrofo e dell’accento. Scrivere “pò” invece di “po’ ” e altri errori simili. Insomma, si ha difficoltà nel comprendere la differenza tra tronca ed elisione. A cosa è dovuta questa confusione, secondo lei?

Ma che tanto o apostrofo o accento è la stessa cosa, che differenza fa? Sempre ‘na lineetta è, o no? E sempre allo stesso modo si legge. Anche lei però che perde il tempo dietro a queste sottilette.
Sicuro che non vuole un altro poco di vino?

D’accordo, solo un po’.
Tempo fa sul noto quotidiano Il…

Alla salute!

Sì, alla salute…
Tempo fa sul noto quotidiano il Lercio, l’Accademia della Crusca ha rilasciato alla collega Rosaria una pesante dichiarazione in cui prendeva posizione sulla dilagante abitudine degli italiani di scrivere “qual è” con l’apostrofo, e quindi mandava tutti a quel paese. E’ ancora dello stesso avviso?

Se si tratta di mandare a fanculo gli italiani ogni scusa è buona e io non mi tiro certo indietro.

Anche la consecutio temporum sembra essere una bestia nera, per l’italiano medio. A cosa è dovuta a suo avviso questa incapacità di seguire una linea temporale logica all’interno di un discorso?

La consecuzio che?

La consecutio temporum. Sul sito dell’Accademia della Crusca leggo che per quanto concerne la concordanza dei tempi verbali in italiano, Lepschy ricorda anzitutto che “L’uso dei tempi nelle proposizioni dipendenti segue due modelli diversi, a seconda che il verbo della reggente richieda la concordanza del presente o quella del passato. La concordanza del presente è richiesta dall’indicativo presente, futuro, passato prossimo e futuro anteriore, dal congiuntivo presente e…

Ah, guardi, ce lo dico subito: io su ste cose non tanto sono afferrato. Sul sito ci scrive lo stragista. Io non saprebbi.
Se le rispondo ci dico una sciocchezza

Sta impazzando in rete la risposta data dall’Accademia della Crusca al piccolo Matteo, un bambino che ha inventato la parola “petaloso”. Il modo di comunicare tramite i social network scelto dall’Accademia è molto efficace e intrigante. Come è nata la decisione di essere così aperti e attivi verso la propria comunità online?

E’ che quando sto ‘mbriaco non dovrebbi scrivere i messaggini, invece me sento felice e rispondo a tutti. I miei figli me lo dicono sempre: “A pa’, ma non farebbi meglio a non rispondere?”. Che ci posso fare? Io sono così. Comunque è arrivata la pasta e fagioli, questa te la consiglio che il cuoco c’ha messo pure le cozze. Dai, annamo a magna’.
Bono sto vinello.

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