L’inno del corpo sciolto. Forse Benigni è stato rapito dagli alieni

Io ho voluto davvero molto bene a Benigni. L’inno del corpo sciolto lo canticchio ancora adesso mentre defeco all’aperto, in mezzo alla gente, e mi trasmette un sacco di serenità. Sul serio, ho voluto davvero molto bene a Benigni. E però… sì, c’è un però. Si tratta di una domanda che noi affezionati del vecchio Benigni, e che cantiamo l’Inno del corpo sciolto in ogni luogo, ci poniamo oramai da un decennio (ma forse anche due). Ovvero: ma cosa cazzo è successo a Roberto? Che gli sia apparso Paolo Brosio in sogno indicandogli una nuova via? Che sia stato rapito dagli alieni (che ci hanno lasciato in cambio il suo clone democristiano)? Possibile che si sia rincoglionito così tanto semplicemente a causa della vecchiaia? Cioè, se in vecchiaia io mi metto a leccare il culo al papa, a fare marchette a una cricca di massoni o a praticare fellatio al primo politico ottuagenario che mi sorride in lingerie sexy, uccidetemi, ok? (in modo indolore, però, mi raccomando).
benigni Oscar Inno del corpo sciolto

Una delle teorie più credibili, a mio avviso, è che Roberto Benigni sia stato morso dagli zombi, come in The walking dead, avete presente?, e purtroppo oramai si è trasformato. Poi, se posso azzardare la mia ipotesi, è stata la Loren, durante la notte degli Oscar. Ne sono sicuro. Ve la ricordate la scena? Benigni impazzito che salta sulle poltrone, arriva sul palco carico di entusiasmo come se fosse un piccolo diavolo pronto a sodomizzare chiunque e… niente. Non sodomizza la Loren, non piscia in faccia al pubblico, non caca sul palco, non si masturba davanti alle telecamere. Niente di niente. Ma dico io? Quale migliore occasione per fare a pezzi, dissacrandola, la plutocrazia del cinema internazionale davanti agli occhi del mondo?
No, qualcosa dev’essere successo quella notte e qualcuno dovrà dare spiegazioni un giorno. Kenney. L’Area 51. Le Torri gemelli. E l’Oscar di Benigni. Tutti misteri irrisolti. Casi inspiegabili.
Secondo me la Loren, che è chiaramente uno zombi da più di mezzo secolo, lo ha morso alle spalle e un attimo dopo Roberto, che già stava per tirare fuori il biscione per orinare sul pubblico (al grido di “Come si ferma questo cosooo!!”), si è fermato e ha smesso semplicemente di esistere. Zac. Un morso secco e stop. Game over. Fine dei giochi. Hanno vinto loro. Da lì in poi il declino. Pinocchio. La tigre e la neve. Don Matteo (va be’, non sono sicuro sia suo ma lo stile registico è identico). E poi la Divina commedia. Dio santo, la Divina commedia. Perché? Perché ci hai fatto questo, Roberto (ti spiace se ti do del tu)? La Divina commedia no. Io ti volevo bene. Come ti saresti sentito tu se Berlinguer fosse passato con i democristiani? Ok, ho preso l’esempio sbagliato, chiedo scusa. Ma hai capito cosa intendo dire, dai.

Roberto, ti rendi conto che stai tradendo tutto quello che hai fatto per la satira e che hai rappresentato per il Paese durante il corso della tua carriera?
Se non sei stato rapito dagli alieni e non sei un semplice clone democristiano, se non sei alle prese con qualche problema esistenziale irrisolto, se sei ancora in grado di intendere e di volere, per favore, smetti. Smetti finché sei in tempo! Che ti costa? Non vorrai mica essere ricordato dalle prossime generazioni come quel simpatico vecchietto imbonitore delle masse, retorico, qualunquista e asservito al clero. Vuoi andartene come un comico da cabaret, tra battute stantie e sketch mediocri? Vuoi che come tuo epitaffio scrivano “Qui giace Roberto Benigni, comico mediocre e servo di partito”? No, dai, non è questo il destino che meriti, lo sappiamo tutti. La vita triste del giullare di corte che ha paura del re non avrebbe dovuto appartenerti. A maggior ragione in vecchiaia, poi. Perdonami la franchezza: ma che cazzo ti dice la testa? Vedi poi come ne approfittano gli Scanzi di turno? E te lo meriti!
Oh, io lo dico con affetto Robe’. Stai facendo letteralmente cacare, va bene l’Inno del corpo sciolto ma qui abbiamo iniziato a defecare gli organi interni. Rallentiamo, ok? Cerchiamo di invecchiare con dignità. Niente più marchette, niente più luoghi comuni, niente più cacate buoniste che piacciono tanto alla gente ma che sempre cacate buoniste restano.
E comunque tieni presente che se non hai più nulla da dire non c’è niente di male, hai già fatto tanto, è normale. Semplicemente smetti. Canticchia l’Inno del corpo sciolto al mattino sulla tazza e non dire altro. Non ne hai bisogno. E’ sufficiente così. Goditi quello che hai fatto, sputtanati i soldi senza preoccupazioni e fine della storia.
Io te lo dico perché ti voglio bene Robe’, intendiamoci…
GUARDA ANCHE TU IL VIDEO IN CUI BENIGNI SI FA SODOMIZZARE DA SATANA
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