I giovani d’oggi. 5 tipi di ragazzi da prendere a frustate

Come sono i giovani d’oggi? In cosa sono diversi dai ragazzi di ieri? Cosa pensano, cosa sognano, che ambizioni hanno queste nuove generazioni? In che modo gli adolescenti rompono i coglioni al prossimo matusa-vecchio-anziano del piano di sotto? Oggi ho cercato di indagare questo strano fenomeno (che non può essere certo ridotto solo alla contemporaneità), e ho espresso il mio severo ma giusto pensiero. I giovani d’oggi c’erano anche ieri, e l’altro ieri, e l’altro ieri ancora. Erano “ragazzi di oggi” che pensavano sempre all’America (per dirla alla Eros, e con tutto il mondo davanti a loro, per citare Bosè). Anche all’epoca seguaci della moda, ma di una moda diversa. Ed è proprio questa diversità che, come una spirale temporale, ogni volta genera l’incomunicabilità generazionale. La sostanziale differenza di usi e costumi porta noi anziani signori imbellettati a essere odiati e a odiare buona parte di questi giovani d’oggi, senza se e senza ma. Si tratta di una variante della paura del diverso. In buona sostanza, la ricerca della propria identità, tipica di ogni generazione, conduce a una sorta di xenofobia temporale tra “vecchi” (che non capiscono il cambiamento) e adolescenti (che hanno necessità di separarsi dai vecchi usi per affermare se stessi). Vecchi e adolescenti che si percepiscono estranei l’un l’altro, pur essendo padri e figli. Ma in fondo a noi vecchi che ci frega? Siamo più saggi, più potenti e abbiamo ragione a prescindere, quindi i mocciosi rompessero meno il cazzo, e se obiettano: cinghiate!
Sì, lo so, non è semplice giudicare una generazione, specie poi se non si tratta della propria. Ma alla fine i giovani d’oggi sono semplicemente, come tutti i giovani di sempre, in cerca di un’accettazione sociale, di un’identità, di un modo e di un linguaggio per esprimere se stessi. Questi di oggi si esprimono di merda, per carità, e non cercano neanche di nasconderlo, ma questa è, che vogliamo farci?
Quindi, alla luce di quanto espresso, ho voluto indagare le cinque tipologie di giovani d’oggi che si possono trovare in giro per le città, immaginando come saranno a quarant’anni. Odieranno anche loro la generazione successiva? Ovviamente sì.
i giovani di oggi-anziani contro ragazzi

5 tipi di ragazzi da prendere educatamente a frustate. 5 previsioni future su cosa diventeranno i giovani d’oggi

1. Il ragazzino con la pettinatura antigravitazionale

i giovani di oggi-vegeta-super sayan

Il ragazzino con la pettinatura antigravitazionale si muove in branco, o meglio in piccole tribù. In genere sono tutti ragazzi uguali e si fa fatica a distinguerli l’uno dall’altro. Si tratta di giovani con un’alta considerazione di sé, si considerano infatti l’evoluzione dei super sayan. Sono tendenzialmente analfabeti e anaffettivi, e riversano nella loro pettinatura tutti i proprio sogni e le proprie ambizioni. Il capo della tribù viene eletto proprio in base alla pettinatura: vince colui che riesce a portarla più alta, senza bisogno di impalcature.
Come sarà a quarant’anni: Perenne precario, ad esclusione di quello col papà massone. Quasi tutti saranno privi di sogni, insoddisfatti e immaturi. Tendenzialmente calvi.

2. Il ragazzino con il pantalone col risvolto

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Il ragazzino con il pantalone con risvolto (comunemente chiamato risvoltino), suo malgrado, nella maggior parte dei casi, non ha capelli abbastanza resistenti per poter essere un ragazzino con la pettinatura antigravitazionale. Alle volte ci prova, ma i risultati solo raramente sono accettabili. E’ per questo che ha difficoltà ad integrarsi con la tribù rivale, che ad ogni modo cerca spesso di scimmiottare.
Il grosso problema di questa tipologia di ragazzino è che non ha percezione di sé e del mondo circostante: non riesce a definire la sua persona, il suo ruolo sociale e il punto esatto in cui iniziano le sue caviglie.
Come sarà a quarant’anni: eterno stagista, playboy finito, ruffiano e perennemente invidioso del suo capo, il quale sfoggia una pettinatura super sayan perfetta (è finta, si tratta di un parrucchino, ma lui non lo sa).

3. La ragazzina “che palle”

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Lei di solito: “Uff… che palle!”.
E’ anche vero che in questa città non c’è mai niente. Che non si può mai fare un cazzo. Che la facoltà di Lettere è piccola e la gente mormora. Però, come dire, “uff… che palle!”
Lei avrebbe meritato di più dalla vita. E che diamine: carina, simpatica, spigliata, tatuata, tre volte vincitrice del premio Fellatio in the Bathroom, e c’ha pure il piercing all’ombelico. Sa cantare, sa danzare, sa ingoiare. Questa città non la merita.
Come sarà a quarant’anni: Se ha saputo sfruttare a suo favore le dinamiche sessiste della nostra società malata, e se ha deciso per tempo di trasferirsi in un contesto lavorativo vivo, potrebbe essere una valida milf in carriera con ambizioni da parlamentare. Se ha invece sbagliato scelte e tempistiche, l’unica via disponibile è: donna sola, madre di sei figli, fianchi larghi e una roulotte al posto della casa.

4. Il ragazzino che ti vede vecchio

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Il ragazzino che per strada ti dà del lei, facendoti capire che ai suoi occhi sei praticamente un vecchio decrepito. Lui, siamo d’accordo tutti, andrebbe torturato e impalato in piazza, davanti a sua madre che lo osserva in lacrime. Di solito è un ragazzino dalle guance rosa e prive di barba, un biondino dallo sguardo ingenuo e dall’aria di chi non ha ancora conosciuto i mostri che si annidano sul fondo degli abissi dell’animo umano. Ragazzini di questo tipo, fino ai primi anni di università, sono solitamente vittime del bullismo. Aggiungerei: giustamente!
Come sarà a quarant’anni: benpensante ultracattolico, smidollato, arrivista e sovrappeso. Praticamente Adinolfi.

5. Il ragazzino simpatico

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Lui di solito fa battute agli sconosciuti per far ridere la ragazza che gli piace (in genere è una ragazza “che palle” di cui lui è innamorato perdutamente, e proprio per questo sarà l’unico della comitiva con cui non scoperà). Il ragazzino simpatico è convinto realmente di aver uno spiccato senso dell’umorismo. Di solito si rivolge agli sconosciuti che incontra per strada e fa battute tipo:
“Che ho la fertetle?”
“Come?”
“Suca!!! Ahahahahah”.
In genere muta radicalmente il suo carattere dopo il primo femore spezzato, trasformandosi in un ragazzo timido, introverso, diligente e studioso.
Punirne uno per educarne un milione.
Come sarà a quarant’anni: Storpio ma felice.

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