Gli errori grammaticali più diffusi. Benvenuti nel favoloso mondo di “a me mi”

Gli errori grammaticali più diffusi generano spesso dubbi anche tra le persone più accorte. Si scrive qual è o qual’è? Po’ o pò? Fa o fà? Cosa dice il libro di grammatica italiana. Cosa riportano i manuali? Comunque, in alcuni casi, lo ammetto, potrebbe non trattarsi di ignoranza ma solo di legittimi dubbi.

Ad ogni modo, quanto sono affascinanti le sbavature lessicali? Quanto è sexy una persona che dice “se farebbi”? Quanti amori sono nati all’insegna dell’oramai celeberrimo: Io è te 3 metri sopra il celo. Ebbene sì, signori, questo è Il favoloso mondo di a me mi, dove ogni regola è eccezione, e dove ogni eccezione è troppo difficile da ricordare, per cui chi se ne frega, ignoriamola.
Tanto alla fine è sempre la ruspante genuinità dell’illetterato nostrano a riempire di colore la nostra grigia quotidianità, diciamocelo. Criticare l’imprecisione è la nostra passione.
Certo, voi illetterati, se non volete fare la vostra solita figura escrementizia con i so-tutto-io-che-ho-preso-21-in-letteratura-comparata, dovete un po’ organizzarvi. Ad esempio, in quest’altro articolo ho elaborato alcuni facili consigli per fingere di aver letto importanti libri che, ovviamente, non leggerete mai. Ma ritorniamo ai nostri scritti sgrammaticati.

Errori grammaticali italiani libri impiccati

Come molti di voi, anch’io non ho ancora smaltito le emozioni condivise durante la prima marcia dell’Orgoglio Analfabeta. Gioia vera e serenità che solo l’ignoranza inconsapevole riesce a trasmettere. Ma malgrado ciò, oggi mi ritrovo ricacciato qui, a fare i conti, come ogni volta, con le angherie dei soliti nazi-grammar (maledetti!). Questi divoratori di refusi ed errori ortografici altrui passano le loro giornate sui tuoi scritti come se fossero avvoltoi in volo sopra una carogna.
Stanno lì, con la loro penna rossa in mano, i loro occhiali sul naso e la loro fantastica vita di merda, pronti, alla prima svista, a vomitare acido biliare su quella lettera di troppo o quella virgola sfuggita. Mosche che, prima ancora di ingoiare, digeriscono con il loro acidume gastrico gli escrementi maleodoranti del nostro imbarbarimento culturale. Si nutrono di questa soddisfazione.

Sono i fondamentalisti della grammatica italiana. L’Isis della Crusca. Il dizionario è il loro testo sacro perché in lui è contenuto il verbo del sapere, l’unico dio a cui ognuno di loro è devoto.
Anzi, Devoto-OliDizionario della lingua italiana.
Loro sono il male, va da sé. Ma chi sghignazza è la merda. C’è poco da fare, non se ne esce.

Alcuni le regole della grammatica italiana le stuprano proprio, e lo fanno spesso e volentieri. Ma dico io, che cazzo. Un po’ di equilibrio, dio cane!
Ed è proprio per questo, per riportare il mondo a una normale via di mezzo, senza forche, forconi e barbarie, che oggi ho pensato bene di analizzare quali sono gli errori grammaticali che gli italiani compiono più spesso.
Di seguito ne ho raccolti alcuni. Li condivido con voi e vi offro anche alcuni link dove verificare la forma corretta (link a dizionari on-line che potrete usare anche in futuro, in caso di dubbi su altre espressioni). Alla fine non è difficile, vi basta solo premere su un link e leggere un po’. Credo in voi.
Buona lettura.

Errori grammaticali italiani

Gli errori grammaticali che gli italiani compiono più spesso

Ecco un elenco degli errori grammaticali che gli italiani compiono più spesso. Chiaramente, questa lista dovete considerarla dinamica, e non certamente esaustiva. E, inoltre, non la pretesa di essere un corso di grammatica italiana on line.Se volete quindi allungare l’elenco, alla fine della lettura del post, aggiungete il vostro errore grammaticale preferito.

Qual è o qual’è?

Come sicuramente saprete ci troviamo di fronte a un’apocope vocalitica, per cui la risposta è banale, o no? Va be’, se non sapete cosa sia un’apocope chiudiamola qui e smettiamo di parlare di grammatica, ok?
Ad ogni modo, ecco qual è… anzi no, qual’è… o forse quale è… va be’, insomma, avete capito: ecco la risposta esatta.

Un po’ o un pò?

Si scrive un po’ oppure un pò? Questa la sbagliano in molti. Qualcuno scrive anche un po, ma a questo punto la versione corretta potrebbe anche essere un Po, e ci spostiamo tutti in riva al fiume.

Anche in questo caso siamo di fronte a un’apocope, che però fa eccezione.
La risposta corretta la trovate qui. Ma sono sicuro che non avrete bisogno di verificarla, giusto?

Fa, fa’ o fà?

Si scrive fa oppure ? O forse è meglio fa’?
In Piemonte direbbero Dio fa’, ma forse questa è un’altra storia. Più probabile che stiano invocando un qualche dio fasullo.
Voi come scrivereste, sentiamo? Fa, fa’, o fà?

Ce ne sono?

Qualcuno scrive c’è ne. Qualcun altro ce né. O qualcun altro ancora c’è n’è o cene. Poi, di rado, c’è qualcuno che scrive ce n’è (ma proprio di rado).
Quale sarà la versione esatta?

Entusiasti

Noi siamo entusiasti.
Lei è entusiasta.
Voi siete entusiasti.
Lui è… (no, entusiasticazzi non è la risposta giusta).

Qualcun altro o qualcun’altro?

Qualcun altro o qualcun’altro? Questa la sbagliano quasi tutti. Ma noi non la sbagliamo, giusto? Non ci sarebbe neanche bisogno di mettere un link con la soluzione.

L’uso del congiuntivo

L’uso del congiuntivo è uno degli errori grammaticali più comuni commessi dagli italiani. Generalmente la gente evita questa forma verbale poiché è convinta che abbia a che vedere con la congiuntivite (cosa che, non essendo medico, non mi sento di escludere). Ma anche perché non è in grado di ricordare la sua corretta coniugazione.

In ogni caso, ecco le circostanze in cui è opportuno utilizzare il congiuntivo.

Va be’, forse mi sono dilungato. La chiudo qui ché non c’ho più voglia.
Se voi avete altri errori grammaticali comunemente commessi nella lingua italiana, inseriteli pure tra i commenti in basso.

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4 CommentiLascia un commento

  • Approfitto del tuo invito e scrivo pure qui,così mi sfogo….
    A proposito di c’è, ce e affini, rimango sempre scioccamente esterrefatta di tinte ad espressioni che confondono il verbo centrare con con il verbo entrare più la particella (es :io non c’entro nulla/io non centro nulla che non vuol dire che non ha mira ma che non vuole “centrarci”!!)
    Credo che nell ‘uso parlato sia una assimilazione fonetica che non voglio immaginare come di traduca nello scritto
    Cretina io che mi scandalizzo e invece non c’entro…E non devo c…’entrarci

  • vorrei solo precisare che, digitando sul pc mi sembra più scorrevole scrivere “pò” con la o accentata piuttosto che con l’apostrofo. solo per una questione speditezza manuale. un errore sicuramente ma veniale.
    è invece sicuramente superfluo precisare che il po’ ed il pò nulla hanno, con l’acca, a che fare col fiume. che è con l’acqua.

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