Cos’è la satira? 10 definizioni che fanno chiarezza

Cos’è la satira? Quali sono i suoi limiti? Chi decide cosa è accettabile e cosa non lo è? Di cosa si può ridere e di cosa no? Sono domande delicate che influenzano gli equilibri stessi di una società democratica.
“Questa battuta non è satira, non fa neppure ridere!”
“Scherzare sulla religione è una mancanza di rispetto, non è certo satira”.
“Ridere dei morti non è satira, è soltanto cattivo gusto”.
“Quello che stai dicendo è solo volgare e pornografico, non è certo satira”.
Cos’è la satira?
cos'è la satira-arte-Maurizio Cattelan Piazza Affari Milano
Quante volte, davanti agli attacchi balbuzienti dei benpensanti, al loro livore, alle dure critiche ricevute su un vostro spettacolo, un vostro scritto, un disegno, una battuta, un commento, quante volte ve ne siete fottuti tre cazzi e siete andati in cerca di fregna in qualche bettola per ubriaconi? A me capita spesso. Non posso farci niente, quando qualcuno critica le mie battute mi viene un’erezione. E’ più forte di me. “Lei non è divertente, signor Miceli”. E’ un attimo e mi viene duro.
E non pensiate che io non abbia un cuore: ogni qualvolta il mio critico interlocutore respinge il mio tentativo di pacifica sodomizzazione come credete che io mi senta? Non sanguino forse anch’io se mi pungi? Essere respinti, in amore, non è mai bello.
Ma ritorniamo a noi. Capita spesso, ciclicamente, che davanti all’indignazione per qualche battuta satirica particolarmente brillante (oggi è Vauro sulla morte di Casaleggio, ieri Charlie Hebdo, l’altro ieri Luttazzi e prima ancora Aristofane, mentre domani toccherà a chissà chi), una valanga di ottusi perbenisti (composta per lo più da analfabeti funzionali), decida di definire (senza averne gli strumenti) cos’è la satira, e si riversi così sul malcapitato autore. Il più delle volte questa massa si alza in piedi sulla sedia dei social network e urla frasi indignate definendo, a parer suo, cos’è la satira e cosa non lo è, ignorando però il concetto stesso di satira, e confondendolo magari con la semplice comicità.
“Ridere della morte non è mica satira”.
Sto cazzo! E l’Apokolokyntosis di Seneca allora?
“Ad ogni modo anche la satira deve avere buon gusto! Sennò è semplice pornografia”.
“Ma dici pornografia come Caccia o come Petronio?”
“E poi sono proprio necessarie le parolacce e la volgarità?”
“Hai ragione, ci sono termini più eleganti per dire la stessa cosa. Infatti Er cazzo se pò dì radica ucello,
Cicio, nerbo, tortore, pennarolo,
Pezzo-de-carne, manico, cetrolo,
Asperge, cucuzzola e stennarello.
Cavicchio, canaletto e chiavistello,
Er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo,
Attaccapanni, moccolo, bruggnolo,
Inguilla, torciorello e manganello.
Zeppa e batocco, cavola e tturaccio,
E maritozzo, e cannella, e ppipino,
E ssalame, e ssarciccia, e ssanguinaccio.
Poi scafa, canocchiale, arma, bambino.
Poi torzo, crescimmano, catenaccio,
Minnola, e mi’ fratello piccinino.
E tte lascio perzino,
Ch’er mi’ dottore lo chiama cotale,
Fallo, asta, verga e membro naturale.
Quer vecchio de spezziale
Dice Priapo; e la su’ moje pene,
Segno per dio che nun je torna bene.”

Va be’, insomma, per farla breve: che cos’è la satira? A cosa serve? E chi ne decide i limiti?
Ecco, quindi, alcune definizioni che forse riusciranno a chiarire una volta per tutte la confusione che in questo campo, ahimè, regna sovrana.

10 definizioni che possono rispondere alla domanda: cos’è la satira?

1. Kurt Tucholsky

“L’autore satirico è un idealista offeso: vorrebbe un mondo buono, ma il mondo è cattivo e perciò lui si scaglia contro ciò che è cattivo”.
“La satira esagera? La satira deve esagerare. La sua essenza più profonda è quella di essere ingiusta”.

2. Stefano Benni

“La satira è una delle cinquantasei tonalità della scrittura umoristica-immaginativa e come tale è contraddittoria, emozionante e complessa, a differenza del dibattito che spesso la accompagna”.

3. Aristofane

“Anche le buffonate sanno la verità”.

4. Friedrich Schiller

“Satirico è il poeta, quando fa della distanza tra la natura e della contraddizione fra la realtà e l’ideale il suo oggetto. Nella satira, la realtà come mancanza viene messa di fronte all’ideale come suprema realtà”.

5. Daniele Luttazzi

“La satira è un punto di vista divertente (quello dell’autore) unito a un po’ di memoria (dei fatti commentati)”.

“La satira, per definizione, è contro il potere. Contro ogni potere. E’ una combinazione di ribellione e irriverenza e mancanza di rispetto per l’autorità. (…) La satira è esercizio di libertà. (…) La satira dev’essere contro ogni potere. Anche contro il potere della satira”.

“La satira, dai tempi di Aristofane, si occupa di quattro temi principali: politica, sesso, religione, morte. Ed è dai tempi di Aristofane che questi temi incontrano le maggiori resistenze da parte del pubblico”.

6. Giovenale

“Se la natura lo nega è l’indignazione, come può, a creare i versi”.

7. Karl Kraus

“Le satire che il censore capisce vengono proibite. Giustamente”.

8. Dario Fo

“La satira è un’espressione che è nata proprio in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente”.

9. Diomede Grammatico

“Presso i Romani con satira si intende una poesia che ora ha carattere denigratorio ed è composta per colpire i vizi umani secondo la maniera della commedia antica: tale fu quella che composero Lucilio, Orazio e Persio. Un tempo però veniva chiamata satira un’opera poetica che constava di componimenti vari, come quella che scrissero Pacuvio ed Ennio”.

10. Prima sezione penale della Corte di Cassazione

“[La satira] è quella manifestazione di pensiero, talora di altissimo livello, che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene”.
(Sentenza numero 9246/2006)

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