Coppia, solitudine e sentimenti. Tre diversi modi di amare

Oggi mi va di parlare un po’ dell’amore. Ok, uno potrebbe dire “ma come, fai un blog misantropo, incentrato sull’odio verso il prossimo, pieno di fregnacce e parolacce, e ora vuoi parlare dell’amore?”. Al che io potrei tranquillamente rispondere: “Mbe’? Ma tu i cazzi tuoi mai? E poi il blog è mio e ci faccio quello che voglio. Schiatta, merda!”
E quindi oggi si parla di amore. Anche perché innamorandomi perdutamente ogni venti minuti di qualsiasi cosa respiri e abbia le tette, posso dire di essere uno dei massimi esperti in materia. Ci fosse un Nobel sull’argomento sarei stato invitato a Stoccolma già da un pezzo, per cui…
Comunque, voi come siete messi ad amore? Voglio dire, che tipologia siete? Sì, perché in amore, più o meno, ci sono tre macrocategorie di persone e ognuno di noi appartiene a una di queste. Voi a quale appartenete?

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Tre forme d’amore secondo Miceli

1. L’amore non esiste

Ci sono quelli che sanno perfettamente che l’amore non esiste, e di notte abbracciano il cuscino come fa un cane in calore con la tua gamba. In genere questi individui ripetono sempre le stesse frasi. “Meglio soli che male accompagnati”. “Non c’è più la mezza stagione“. “Si stava meglio quando si stava peggio”. “Tu non mi ami, mi vuoi solo scopare“. “Ma perché mi segui dappertutto anche di notte?”. “Enri’, se non la smetti chiamo la polizia”. “Dico sul serio, ti denuncio” e cose così. Insomma, gente che l’amore non sa proprio dove stia di casa.
Questi individui, in genere, se riescono a innamorarsi di qualcuno, hanno elevate probabilità di trasformarsi nel prototipo del punto 2.

2. I casi patologici

Poi ci sono quelli che quando si mettono con qualcuno chiamano in diretta radio Kiss Kiss per richiedere l’ultimo pezzo di Eros Ramazzotti e fare la dedica. E il conduttore, la tristezza fatta voce che chissà che sogni aveva da bambino, è costretto a dire al microfono frasi tipo: “Questa canzone è da parte di Gianmattia Teodoro per la sua Priscilla pucciosetta con un messaggio d’amore: ‘Cucciola, ti amo come il primo giorno che ci ho conosciuti, sei il mattino con l’oro in bocca che mi illumina a me i miei passi e pure i miei risvoltini. Teo e Priscy for ever insieme'”.
Questi fanno parecchia pena, è vero, però alle volte io penso che, se riuscissi a praticarmi una lobotomia frontale infilandomi il trapano in una narice, be’, forse raggiungere quella loro stessa condizione cerebrale di vuoto cosmico, e quell’infito “ohmmmm” che rimbomberebbe nella mia calotta cranica, forse, mi condurrebbe verso uno stato di felicità permanente. Chi lo sa?

3. I maniaci

Infine c’è la terza tipologia, che è, in verità, poco diffusa rispetto al suo potenziale. E’ quella di coloro che passeggiano nei parchi pubblici vestiti solo del loro impermeabile. Avvicinano le coppiette in maniera furtiva, e lasciando cadere l’unico indumento che hanno addosso, manifestano in maniera evidente il proprio bisogno d’amore. Quella necessità impellente che fa battere il cuore e fa allungare il corpo pendulo di diversi centimetri. Nella maggior parte dei casi questi amanti solitari sono cacciati via a malo modo dalla coppia prescelta. E questo accade proprio perché oramai viviamo in un mondo che non è più capace d’amare, completamente impreparato al sentimento.
Ovviamente, come è facile intuire, io faccio parte di quest’ultima categoria. E voi, a che categoria appartenete? Ne avete individuate altre? Fatemi sapere.

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