Come si fanno i figli? La storia dell’ape, del fiore e del preservativo bucato

Come si fanno i figli è di solito una cosa risaputa, l’ape va dal fiore con una scatola di cioccolatini e una bottiglia di Champagne. I due bevono, si ubriacano. Poi il fiore resta senza petali addosso, l’ape drizza il pungiglione e, Pam!, i due trombano in tutte le posizioni del Kamasutra. Chiaramente il pungiglione buca il profilattico e il fiore resta incinto. Nove mesi dopo un piccolo esserino mostruoso, metà ape e metà fiore, prende vita e inizia a vagare su questo pianeta alla ricerca di un senso che non troverà mai.
Ecco spiegato come nascono i bambini. A ben vedere la dinamica è semplice, chiara, concisa, no?

Tutto quello che serve per iniziare sono, naturalmente, un pene e una vagina. Una di queste due componenti dovreste averla voi. L’altra la mette a disposizione il partner. Una volta che pene e vagina fanno conoscenza, il resto viene da sé. In genere è più il pene che viene da sé, ma anche la vagina all’occorrenza riesce a organizzarsi. Però, per fare un figlio è meglio lavorare in due (come minimo). Venire da sé rende il tutto un po’ più complicato.

Ma andiamo per ordine. Se siete arrivati fin qui scrivendo su Google: “Come fare un figlio“, “come avere un bambino“, “come restare incinta” o frasi del genere, siete nel posto giusto.
La prima cosa che dovete sapere è che, per la dolce attesa è fondamentale fare sesso. Lo so che molti di voi sono informati, che hanno visto molti filmati sull’argomento, ma vale la pena ribadirlo. Inoltre è bene specificare che è importante farlo proprio di persona. Non vale organizzarsi con un video. Cioè, non è che se poi Valentina Nappi o Sasha Gray restano incinte voi potete rivendicare la paternità, non funziona così.

Comunque, per fare un bambino c’è chi preferisce calcolare il periodo fertile, chi invece lascia tutta la responsabilità a quei poveri ingenui spermatozoi sovraccarichi di lavoro. Chi, ancora, è troppo sbronzo per pensare a cosa diamine sta combinando, ma, comunque, lì per lì la situazione gli piace e quindi lo fa lo stesso.
Come si fanno i figli

Questo post informativo, chiaramente, rientra nelle campagna per la natività voluta dal ministero della Salute per mortificare chi è ancora senza figli. Ah, e per ricordare a tutti e a tutte che le ovaie dopo i 25 anni marciscono e i testicoli rattrappiscono per poi scomparire nel nulla superati i 26. Per cui, diamoci da fare.
In fondo il rispetto e la dignità delle persone sono cose sopravvalutate, diciamocelo. Calpestare la dignità umana al ministero della Salute piace un sacco. Per cui fate figli. La patria ha bisogno di donne gravide. Prole giovane per pagare il vitalizio ai pensionati. Che poi, sì, magari la patria avrebbe anche bisogno di asili nido pubblici, stabilità lavorativa, aiuti statali per le cure del minore, e tante altre cose, ma questi sono dettagli, un passo alla volta, no? Voi intanto ingravidatevi. Al resto pensiamo dopo.

Comunque, di quali siano gli aspetti positivi della maternità e della paternità ne avevo già parlato in questo bel post sull’allevamento intensivo dei neonati e sulle sue opportunità di guadagno. Se una coppia riesce a sfornare un bebè ogni 12 mesi, a 120 mila euro al pezzo, i conti sono presto fatti. Calcolando 15 anni di attività avremmo 15 neonati per un introito di un milione e ottocento mila euro. Niente male, direi, anche se poi la metà se ne va in tasse. Ma pazienza…

Oggi, però, non voglio parlare di numeri. No, oggi voglio spiegarvi tecnicamente come si fanno i figli e come convincere il vostro partner ad acconsentire alla riproduzione senza pensare alle conseguenze e ai problemi economici che questo folle gesto comporta.

Se non avete ancora un partner date prima uno sguardo agli articoli Come portarvi a letto chiunque senza possibilità di errore, Come rimorchiare al mare, Come conquistare un uomo che non sia un completo idiota. Fatto questo, vediamo ora come fare un bambino.

Come fare un bambino con un preservativo bucato

Come si fanno i figli. Tecniche e segreti da tenere a mente durante l’amplesso

Vediamo un po’ come si fanno i figli.
Sì, ok, la storia che il pipino entra nella patatina e poi va su e giù nell’anfratto cavernoso finché non vomita i suoi semini dove cazzo gli capita, proprio come un ubriacone appoggiato a un lampione, la conosciamo tutti, giusto? Cerchiamo quindi di entrare più in dettaglio nell’argomento.

Lui non è pronto

Lei ha un impellente desiderio di maternità, lui invece ha come orologio biologico uno Scuba Swatch nero e giallo fluorescenteScuba Swatch (che quando si illumina al buio fa un effetto fichissimo). Se, insomma, il bambino di casa è lui, non resta che giocare d’astuzia.
In questi casi, infatti, la soluzione è molto semplice.
Mentre lui gioca alla Playstation forate il serbatoio dei suoi profilattici con uno spillo. Fatto questo passeggiate per casa in perizoma e tacchi alti. Dimenandogli di tanto in tanto il deretano davanti al naso. Tra una partita e l’altra di Pro Evolution Soccer capirà il segnale segreto e il resto sarà in discesa.

Lei è insicura e piena di dubbi

Lui vorrebbe un nano psicotico in giro per casa, pronto a distruggere ogni cosa che costi più di cento euro. Lei non sa, forse non è il momento, è indecisa, le difficoltà, il lavoro, le responsabilità. In questi casi potrebbe essere utile presentare i lati positivi dell’avere in giro per casa una creatura che dipende da voi.
“Appena inizia a camminare gli insegniamo a cucinare, a fare le pulizie e a praticare massaggi. Lo manderemo a prendere le sigarette quando non ci va di uscire, a fare la spesa, e quando diventerà abbastanza alto da toccare i pedali ci farà da autista. Sarà come avere la servitù, vedrai, solo che non dovremo pagare nessuno”.

Entrambi lo vogliono ma non riescono

Se l’affido e l’adozione non possono esservi concesse perché puzzate di miseria, una strada percorribile potrebbe essere quella di farvi un giro davanti alle scuole elementari verso l’orario dell’uscita. Di solito qualche marmocchio dimenticato dai genitori resta sempre in solitaria attesa. Quando tutti vanno via inquadratelo un po’, se pensate possa andar bene andategli incontro sorridendo e presentandovi.
“Ciao piccolino, noi siamo i tuoi nuovi genitori”.
In questi casi esiste un doppio vantaggio. Primo, il marmocchio è già svezzato, e questo è un notevole risparmio economico. Secondo, se col tempo dovesse rivelarsi un rompiscatole è sempre possibile rintracciare i veri genitori e chiedere un riscatto per la riconsegna. Il guadagno ricoprirà comunque l’investimento di tempo fatto.

Entrambi lo vogliono ma non sanno come si fa tecnicamente

Non sapete come si fanno i figli? Non avete chiaro quale sia il gesto tecnico che porta alla riproduzione? Avete dei dubbi su come procedere alla realizzazione materiale di un bambino in carne e ossa?
Niente panico. Esiste una formula semplice. Ecco come fare.
Chiamiamo il pene A e la vagina B. Nominiamo C: fellatio, cunnilingus, petting spinto e preliminari in genere. Allora abbiamo che A*C+B*C=D, dove con D intendiamo la preparazione al rapporto.
Chiamando E il rapporto completo ed F un classico crampie (non mi dite che neanche questo sapete. Dio santo! Va be’, dai, nel dubbio cercatelo su internet, e comunque finite sui siti zozzi, ve lo dico subito) la formula finale su come fare un bambino non può che essere: (D+E)*F=X (o Y, dipende dal cromosoma). Dove X e Y, chiaramente, sono due bei bebè. Chiaro, no?

Ora che anche voi sapete come si fanno i figli dateci dentro. E in bocca al lupo. O, se preferite, in culo alla balena. Fate un po’ voi.

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