Per essere felici non serve essere ricchi. Ma neanche essere poveri

Essere felici è probabilmente la cosa più importante della nostra esistenza individuale. La gioia è l’essenza stessa della vita. E carpire il segreto di una vita felice è di fondamentale importanza per non restare impanati nella nostra consueta vita di merda. Io, ad esempio, una volta chiesi ai miei nonni come facessero ad essere ancora così felici dopo tanti anni di matrimonio. Ricordo che loro mi guardarono con tenerezza e dopo un grande sorriso pieno d’amore mi dissero: “Il segreto della felicità è semplice, Enri. Basta stimolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina“. Poi ingollarono una pasticca e ripresero a guardare la tv. Mano nella mano. Felici.
Mente Xanax in corpore sano.

Questo per dire che la ricerca della felicità è un tema che riguarda tutti. E non conosce età. Giovani, vecchi. Uomini, donne. Ricchi, poveri. Illusi, delusi. Sognatori, realisti. Non scappa nessuno. Tutti vogliamo essere felici. Tutti cerchiamo una via che ci permetta di raggiungere questa condizione. Chi desidera una persona d’amare, di desidera beni materiali, chi desidera un figlio, chi desidera conoscere, chi viaggiare, chi invece desidera la libertà (che poi i soldi non faranno la felicità ma essere poveri è una merda, diciamolo pure). Qualunque sia la propria idea di felicità, molto spesso è vincolata al desiderio. Ed è dunque il desiderio, questo nostro sentimento innato, egoista e squisitamente umano, a testimoniare in maniera incontrovertibile la nostra propensione all’infelicità. Desiderare è infelicità. E desiderare la felicità già di per sé vuol dire non essere felici.

Quasi tutti siamo ossessionati dalla felicità, consapevolmente o meno. E quasi tutti siamo infelici, consapevolmente o meno. Essere tristi senza un motivo sembra essere la nostra condizione permanente.
Ma che cos’è realmente la felicità? Perché troppo spesso, quando la viviamo, facciamo fatica a riconoscerla? Da cosa deriva questo stato d’animo e perché viviamo spesso, invece, in un mondo ovattato da uno strano senso di malessere?

essere felici

Cosa vuol dire essere felici?

Essere felici è per molti versi un concetto relativo che all’apparenza può sembrare individuale. Molte delle caratteristiche intrinseche di questa espressione sono però oggettive. I tratti fondamentali della felicità riguardano l’essere umano e ne compongono la sua interezza. E questo fa della felicità stessa un bisogno primario, fondamentale per l’uomo. Insomma, un bisogno da salvaguardare come bene comune. E come tale andrebbe inquadrato, anche da un punto di vista giuridico-normativo.
Ma come è stata definita la felicità nel corso del tempo? Come è stata considerata? Ecco alcune definizioni che provano a indagarla (entrando forse anche in contraddizione tra loro, ma chi se ne frega).

Essere poveri

Aristotele

La felicità è il significato e l’obiettivo stesso della vita, l’intero scopo e il fine ultimo dell’esistenza umana.

Voltaire

L’uomo cerca la felicità come un ubriaco cerca casa sua: non riesce a trovarla ma sa che esiste.

Giacomo Leopardi

L’uomo è infelice poiché è incontentabile.

Slavoj Zizek

Il problema è che non sappiamo quello che vogliamo davvero. Ciò che ci rende felici non è avere quello che vogliamo, ma sognarlo.

Bertrand Russell

Solo poche persone sanno essere felici senza odiare qualche altra persona, qualche nazione o qualche credo.

Arthur Schopenhauer

Poi viene l’esperienza e ci insegna che la felicità e i piaceri sono soltanto chimere che un’illusione ci mostra in lontananza, mentre la sofferenza e il dolore sono reali e si annunciano direttamente da sé, senza bisogno dell’illusione e dell’attesa. Se il suo insegnamento viene messo a frutto, smettiamo di cercare la felicità e i piaceri e ci preoccupiamo solo di sfuggire, per quanto possibile, alla sofferenza e al dolore.

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4 CommentiLascia un commento

  • Chi pensa troppo, chi si fa troppe domande non può essere felice. La semplicità, la leggerezza sono il segreto della felicità magari con una puntina di sano egoismo…insomma meno pippe mentali…peccato che il mio cervello non smetta di fare infelici pronostici e di farmi notare quanto insulsa sia la mia vita…ci vorrebbe il tasto muto!

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