Attentati terroristici. Ecco come mettersi in salvo

I continui attentati terroristici a cui l’Europa è soggetta hanno oramai generato un perenne clima di tensione. Attacchi dell’Isis, kamikaze impazziti, bombe di qua, esplosioni di là. Di questi tempi è tutto un continuo allarme terrorismo. Un continuo collegarsi al sito della Farnesina Viaggiare Sicuri. E a poco servono gli interventi di Al Bano.

Alzi la mano chi, ritrovandosi in un luogo affollato, non ha pensato mai, neppure una volta, una roba tipo: “Col culo che c’ho io, voi vede’ che mo’ entra uno dell’Isis e si mette a grida’ Allahu Akbar, spara a tutti quanti e poi se fa zompa’ per aria? Matematico!”
Eh, lo so, è un’epoca strana la nostra. Figuratevi che io nell’Isis una volta mi sono arruolato.

Comunque, dato che la psicosi degli attentati terroristici pare rimbalzare così bene in rete, mi sembra opportuno dire la mia e fare anch’io un po’ di sano sciacallaggio mediatico come piace a noi italiani, no?

attentati terroristici-isis raccordo

Isis imbottigliato sul Raccordo


Solo che fare sciacallaggio fine a se stesso sugli attentati un po’ mi pare brutto. Dunque ho deciso di fornirvi quantomeno tre o quattro consigli utili su come mettervi in salvo durante un attacco terroristico e convincere il vostro carnefice a risparmiarvi la vita.

A me sembrano intuizioni valide e percorribili. Se dovessero funzionare ringraziatemi con un bel bonifico come si deve, ok?

Come salvare la pelle in caso di attentati terroristici

Ecco alcuni saggi consigli che vi permetteranno di uscire indenni da qualsiasi attentato terroristico. Dovete solo scegliere il vostro stile preferito. Parola di Miceli.

1. L’indifferente

Per come la vedo io, se in mezzo a un attentato terroristico, nella confusione, mentre tutti corrono e urlano, voi passate proprio davanti al terrorista camminando con le mani in tasca e fischiettando tranquilli, be’, secondo me lo confondete e vi lascia andare. Se proprio vi chiede qualcosa voi spiazzatelo con con un’altra domanda casuale. Qualcosa tipo:
“Dove vai, infedele?”
“Scusi, sa mica l’ora?”
“Come?”
“Nulla, lasci perdere. Arrivederci, buona serata”.
E pigliate l’uscita.

2. Il falso invalido

Un’altra buona tecnica per affrontate gli attentati terroristici è quella di avvicinarsi allo psicopatico armato e far presente con educazione: “Senti, scusa capo, oh! Ah coso, Maometto, te sto a chiama’. No, è che te volevo di’ che io in realtà c’ho tre pensioni a carico de falso invalido. Tecnicamente se m’ammazzi lo stato italiano ce va a guadagna’ un sacco de sordi, a voi dell’Isis nun ve conviene. Famo che ammazzi tutta sta bolgia, io me ne vado a casa, nun so gnente, nun ho visto gnente e se salutamo così, ok? Semo d’accordo? Se vedemo in giro quando capita, allora. Un saluto e buon lavoro”.

3. Il collega

Se invece siete abbastanza svelti, potete bruciare sul tempo il terrorista e urlare prima che lo faccia lui: “Allahu Akbaaaaaaar!!”. A questo punto come minimo lui non ci capisce più un cazzo, quindi rivolgetegli la parola e ditegli con decisione: “Tranquillo collega, qua ci sono già io, è tutto a posto. Te volendo poi anna’ a stazione Tiburtina che pare che là è scoperta. Dai, famme lavora’ che semo già in ritardo. Se beccamo, buon lavoro, ciao ciao ciao”.

4. Il vecchiaccio

Oh, se proprio nessuno di questi metodi funziona, male che va acchiappate un vecchio e usatelo per proteggervi dai proiettili.

Insomma, questi sono i miei consigli per salvarvi la vita nel caso vi trovaste coinvolti in un attentato terroristico ad opera dell’Isis. Se a voi viene in mente altro, scrivetelo pure nei commenti, così condividiamo le idee, facciamo rete, elaboriamo strategie ecc.
Un saluto, se beccamo.

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