Bufale su internet. Quante sono? Chi ci crede?

Oggi parliamo di quegli ingenui ragazzotti che credono a tutte le bufale su internet che incontrano. Perché il web è sì una risorsa eccezionale, ma pullula di bufale e di ingenui ragazzotti pronti a bersi qualsiasi idiozia. Sì, d’accordo, può essere capitato a chiunque di prendere una cantonata, commettere un errore, valutare qualcosa con superficialità, di scambiare per vera una fandonia credibile, ma, permettetemelo, perseverare in questa idiozia, credere ad ogni bufala su internet come a un dogma, vuol dire essere idioti, e gli idioti, anche quelli in buona fede, sono il male del mondo. Cari amici idioti, siete voi il mostro contro cui vi illudete di combattere e che vorreste vedere giustiziato in piazza, davanti agli occhi di tutti, sofferente, torturato e appeso per le palle.
Vediamo ora alcune delle bufale su internet che è possibile incontrare in questi giorni, e che molti credono vere (e invece no, sono solo stronzate madornali). Ne inserisco solo alcune, poiché, altrimenti, l’elenco sarebbe infinito. Voi, se volete, aggiungete le altre nei commenti. Per approfondire potete aiutarvi (aiutarvi soltanto, però) con uno dei siti che si occupa proprio di fare chiarezza e smentire le bufale (ad esempio Butac).
bufale su internet

4 comuni bufale su internet. Notizie palesemente false a cui la gente ignorante continua a credere ancora adesso

1. Lo Stato regala 35 euro al giorno agli immigrati clandestini

Cioè, secondo certa gente, al clandestino, queste 35 euro, gliele dà proprio lo Stato in contanti. Arriva ogni giorno un funzionario, prende sotto braccio ogni singolo clandestino, gli mette in mano 35 euro (un pezzo da 20, uno da 10 e uno da 5, o in alternativa le monetine), gli strizza l’occhio e gli dice: “Con queste ti ci compri una cosa che ti piace. Te li manda la nonna”.
Ogni giorno. 35 euro. Per un totale di più di 1000 euro al mese. Secondo voi ha senso?
Ovviamente è una bufala, i soldi statali investiti nell’accoglienza servono (o sono serviti) quasi tutti per progetti di recupero, primo soccorso e per la gestione delle strutture (gestite da italiani, che, in alcuni casi, hanno per altro speculato sui migranti).

2.Gli immigrati vivono negli alberghi di lusso

Sì, c’è gente che ci crede davvero. Piscina, sauna, idromassaggio. Chiaramente è la continuazione della bufala precedente. Queste due notizie sono l’esempio lampante delle bufale messe in giro per creare indignazione. Ed è un’indignazione automatica, ovvia (per chi le legge senza indagare). “Come sarebbe? Lo Stato dà 1000 euro al mese ai clandestini che non fanno nulla e io invece devo lavorare 10 ore al giorno, lontano dai miei figli e da mia moglie, per guadagnare persino di meno?” questo è il pensiero su cui chi divulga queste notizie lavora, la molla che permette di manipolare. Sono bufale che portano le persone ad odiare l’extracomunitario e vengono messe in giro proprio perché questo tipo d’indignazione è virale e permette: o guadagni pubblicitari rapidi (siti di finto giornalismo o finta politica, sbucano ovunque, come funghi), o aumento del consenso politico (la propaganda xenofoba lavora così da sempre, si è solo aggiornata al web).

3. Bufale antigoverno: rolex, re di Norvegia, ora di corano

Le bufale sul governo in carica sono un altro classico. Riguardano tutti i governi (e questo perché, ovviamente, ogni governo ha una sua opposizione). Attualmente su Renzi abbiamo: il re di Norvegia che non gli stringe la mano poiché a suo avviso sta rovinando l’Italia (bufala che gioca sul presunto parere, autorevole e imparziale, della massima autorità di un paese dai più ritenuto evoluto e civile); l’ora di corano nelle scuole che andrà a sostituire l’ora di religione; e la costruzione di più moschee per venire incontro all’Isis (bufale legate, come ai punti precedenti, alla propaganda xenofoba); rapina nella sua villa con relativo furto della collezione di Rolex (indignazione popolare dovuta allo spreco di denaro, alla ricchezza personale forse persino rubata, alla distanza dal popolo affamato ecc).
Non è mio interesse difendere o tutelare potenti vari, ma se bisogna muovere attacchi verso qualcuno, facciamo in modo che siano attacchi basati su notizie vere, altrimenti la cosa si chiama diffamazione (e ancora una volta è qualcosa che mira solo a manipolare chi usufruisce delle informazioni in modo superficiale).

4. Tumori curati con bicarbonato, con la psicologia, con metodi infallibili ecc

Queste sono bufale che sposano il complottismo, ed è persino inutile commentarle. Non escludo che i complotti mondiali possano esistere (non mi sembra poi così inverosimile che gruppi di potere possano unirsi per ottenere guadagni privati), mi sembrano però del tutto inverosimili le argomentazioni semplicistiche di chi sostiene di averli identificati e scoperti, come se si trattasse di una suddivisione buoni-cattivi, senza comprendere la complessità di questi fenomeni (e nel campo della medicina, magari, lo stesso scopritore di complotti propone poi le sue cure alternative).

Insomma, le notizie false, le bufale su internet, quando sono virali, si diffondono a macchia d’olio ed è difficile bloccarle, poiché la maggior parte di noi è superficiale, poco curiosa, carica di pregiudizi, ideologicamente ottusa, in cerca di conferme, pigra, vanitosa e soprattutto ignorante.
Alle fine della giostra qualcuno si starà chiedendo a cosa servono tutte queste bufale su internet? Perché metterle in giro? La risposta è semplice: queste notizie false, in alcuni casi permettono di fare soldi facili e veloci in pubblicità, sfruttando i nostri punti deboli; in altri casi, più semplicemente, permettono, a chi queste notizie le mette in giro, di manipolare il nostro punto di vista sulle cose, il nostro modo di vedere il mondo. A che pro? Be’, il consenso popolare potrebbe essere una risposta.

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