L’era dell’Ansiolitico e la comparsa dell’uomo moderno

Prima vennero il Paleolitico, il Mesolitico e il Neolitico. Poi arrivò l’Ansiolitico e fu qui, in questa era, che comparve l’uomo moderno.
Questa età storica si contraddistinse per via di un deciso cambiamento delle abitudini alimentari dell’uomo. Si passò, infatti, in questa fase, da onnivori a pasticcoidi. Ingollare confezioni e confezioni di grosse pillole colorate diventò fondamentale per la sopravvivenza della specie.

Per via del suo sovrappeso e di un batterio sconosciuto che ne compromise per sempre le sue capacità intellettive, l’uomo moderno, questo strano ominide, divenne altamente vulnerabile. I suoi predatori aumentarono a dismisura. Così, ai classici felini dai denti a sciabola, agli orsi e alle iene delle caverne, si aggiunsero il collega d’ufficio, la suocera e il call-center della Vodafone. E successivamente le bollette da pagare, la banca, i altri creditori, i condomini, il barista stronzo, il traffico e il tizio che ti guarda sempre di traverso perché gli stai sul cazzo. Creature terribili, crudeli, in grado di sferrare attacchi improvvisi, violenti e soprattutto mortali.

Un groviglio di stress, ansie e paure iniziò, quindi, a condizionare la vita di un primate che fino ad allora aveva come principali problemi soltanto la ricerca del cibo e il riparo dal freddo.

“Cosa succederà se farò questo? E cosa succederà se non lo farò?”
“Perché non riesco ad essere felice?”
“Come mai non mi ama più?”
“Perché sono triste senza un motivo?”
“Come posso ammazzarmi senza soffrire?”
Queste le classiche domande che l’uomo moderno iniziò a porsi. Diventando ovviamente un gran rompicoglioni finanche per i suoi simili.

Uomo moderno

L’uomo moderno e l’involuzione

Lentamente, l’analfabetismo funzionale si diffuse a macchia d’olio e diede il via alla spirale involutiva che eliminò in un sol gesto l’esigenza di avere un linguaggio strutturato. La comunicazione si ridusse a semplici versi gutturali o, al più, a qualche semplice dittongo. Sentimenti, stati d’animo e bisogni trovavano espressione in cumuli di versi strani come LOL, TVB, OMG, TNX, WTF ecc. E quando l’umanità smise completamente di esistere il suo posto fu preso da uno strano primate molliccio, ottuso, moralista e xenofobo: l’Homo post-modernum. Praticamente uguale in tutto e per tutto all’uomo moderno, ma un po’ più stronzo.

L’Homo post-modernum fece razzia di ogni cosa, ma poi, all’improvviso, mentre tutti pensavano ad altro, chi alla fregna chi ai soldi, chi ad organizzare le ronde contro i mancini (all’epoca si riteneva che i mancini fossero figli del demonio), chi a scattare selfie al proprio buco del culo per condividerli su Facebook, d’improvviso, dicevamo, giunsero gli alieni.Grazie al cielo invasero il pianeta, spararono un paio di raggi laser e l’uomo moderno e post-moderno si estinse per sempre.
Con grande sollievo per tutti gli altri abitanti della terra.

6 CommentiLascia un commento

  • Io confido molto in Trump per l’estinzione di questo essere antropomorfo in cui ci siamo trasformati…però se mi assicuri che siamo nel mirino degli alieni sto più tranquilla!

  • Al conservatore piace pensare che nei tempi passati l’uomo sia stato migliore e perfino più felice, mentre quello moderno è tanto decadente.

    Leggiamo Matteo 25:34: “Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?”. Ora questo Vangelo non è stato scritto nel XXI secolo, ma nel I secolo d.C., 2000 anni fa, e questo prova in maniera a mio avviso indiscutibile che nel mondo antico l’ansia era ben conosciuta e forse non meno grave di quella dell’uomo moderno.

    Segnalo questo sito web: http://www.clicmedicina.it/pagine%20n%203/ansia_storia.htm, dove l’autrice mostra un breve excursus sulla storia dell’ansia.

    Altra prova, a mio avviso molto importante, è che in ogni epoca storica l’umanità ha fatto ricorso alle bevande alcoliche (https://it.wikipedia.org/wiki/Vino#Storia_del_vino); il motivo a mio avviso è chiaro: l’alcol è un ansiolitico e l’uomo ha sempre avuto bisogno di usarlo per sedare l’ansia.

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