Felicità: per sconfiggere l’Isis ci vuole Al Bano

Voi mi direte: che c’entra Al Bano con l’Isis?
Fermi tutti, respiriamo e ragioniamo.
Fatto? Ok. Andiamo per ordine.
E’ chiaro che i fatti di Bruxelles sono tragici, ed è chiaro che, non da adesso, ci troviamo coinvolti in un enorme conflitto mondiale che vede contrapposti almeno due grandi blocchi di potere (in particolare, ma non solo, la Nato e alcuni gruppi sparpagliati nel mondo ma con base in Medio Oriente).

E’ un gioco distorto che poco ha a che fare con la religione, e anche questo è evidente (a meno di non essere completamente ciechi e forse anche un po’ ottusi). E’ chiaro che il terrore, da qualunque parte provenga, è mostruoso, ed è chiaro che in preda alla paura tutti noi rischiamo di dire bestialità che forse non pensiamo realmente. Per rimanere ai tempi recenti, possiamo dire che è dalla prima guerra del Golfo che questa situazione ha iniziato a degenerare (nuovamente) in maniera grottesca verso un ennesimo conflitto mondiale; morte e distruzione sono dietro l’angolo; panico e follia ci stanno cannibalizzando; e probabilmente la terra, a breve, imploderà lasciando dietro di sé solo la scia chimica di una grande scorreggia umana. Tutto a causa dell’odio e della mancata capacità di tollerare la diversità.

Ed è qui che entra in gioco Al Bano. Seguitemi, non concentriamoci sui dettagli di poco conto, sulle inezie che non vale la pena prendere sul serio, sulle banalità. Concentriamoci piuttosto su Al Bano Carrisi. Sì, su Al Bano. Mbe’? Che non vi piace Al Bano? Al Bano e Romina, “Felicità”, è un bicchiere di vino ecc ecc…

Concentriamoci sulla felicità e sul vino, dico io. Il vino ci piace, giusto? (se non vi piace andate via da questo blog immediatamente e non fatevi mai più rivedere). Al Bano lo produce pure, il vino, non so se lo sapete. Infatti, detto tra noi, “Felicità” mi sa un po’ di pubblicità occulta, quelle cose tipo: “Felicità, è un bicchiere di vino dell’azienda vinicola Carrisi che sono io e che lo faccio personalmente compratelo tutti la felicità…”.

A un certo punto, nella versione originale, c’era pure la strofa “Se comprate due cartoni da 6 vi faccio lo sconto, la felicità felicità felicità”. Non è che me lo invento, ci sono i filmati, guardateveli. E’ solo che a Sanremo questa versione non passò, e senza questo verso fondamentale la canzone perse energia ed arrivò solo seconda. Quello era il festival di Cecchetto, d’altro canto. Ovviamente ci fu censura. Maledetto Cecchetto! 

al bano carrisi vino
Sì, Cecchetto, quello che si porterà per sempre sulla coscienza l’esistenza di Jovanotti e degli 883. Ha condotto un festival di Sanremo. Anzi: tre (lo dico ai miei coetanei che probabilmente saranno increduli).

Ad ogni modo, stavo dicendo, non so se avete notato, basta intonare “Felicità” e già il terrore inizia ad allontanarsi. E’ l’influenza di Al Bano. Capito cosa intendo dire? Al Bano è terapeutico, ci dà modo di pensare ad altro. Facciamo finta che voi siate dell’Isis, ok? Entrate nella metropolitana tutti pieni di tritolo armati delle peggio intenzioni. Siete così imbottiti di esplosivo che con l’impermeabile addosso sembrate Adinolfi dopo il pranzo di Pasquetta. Siete lì tutti incazzati che state per urlare “Infedeli! Allahu Akbar” e tutta quella roba lì. Siete proprio incarogniti. State per fare il botto. State per fare una strage. Ma poi dalle casse in filodiffusione parte: “Felicità, è tenersi per mano, andare lontano, la felicità. E’ il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente la felicità. E’ restare vicini come bambini la felicità, felicità” . Lo capite anche voi che uno non ce la può fare a lasciarsi esplodere, a devastare ogni cosa, a far deflagrare per aria questa enorme bolla di pace e serenità in cui Al Bano ci catapulta tutti.

E’ il fascino discreto di Al Bano. Quel modo di essere, a metà strada tra Fonzie, Clark Gable in “Via col Vento” e Renato Pozzetto ne “Il ragazzo di campagna”, avete presente? Saranno i suoi occhiali un po’ così, il suo cappello bianco incollato ai capelli. Ma c’è poco da fare: nessuno è immune al fascino latino di Al Bano. Neppure l’Isis.

Per dire, una volta, in aeroporto, erano tutti incazzati con Alitalia per l’ennesimo ritardo (e quelle con Alitalia sono incazzature brutte, chi di noi non c’è passato?). Alcuni passeggeri avevano già preso a bestemmiare, altri ancora stavano smontando l’aeroporto per vendetta, cercando di sfogare la rabbia e distruggendo un po’ tutto, altri erano, invece, in cerca del pilota per picchiarlo, e per non sbagliare sfrantumavano di mazzate anche gli addetti ai lavori che incontravano, che tanto se lo meritavano comunque. In mezzo a tutto questo marasma però, cosa successe? Chi calmò tutti? Be’, che ve lo dico a fare? Risolse tutto Al “Ci penso io” Bano, ovvio, no? Intonò “Felicità” e all’istante, nel mondo, ritornò la gioia, ci fu l’arcobaleno e gli unicorni ripresero a volare in cielo (finché un aereo Alitalia non li tranciò di netto in rotta di collisione)
Guardate che sta tutto scritto qui, non mi sto inventando niente. Giuro!

Al Bano è così: gioioso. Secondo me quando è a casa steso sul divano ti viene voglia di fargli i grattini.
Voi non guardatelo com’era all’Isola dei famosi, sempre burbero, nervoso e incazzato. Vorrei vedere voi a vivere costantemente fianco a fianco con Enzo Paolo Turchi, come se foste una Carmen Russo qualsiasi. A tutto c’è un limite. Ma già con quelli dell’Isis la situazione è più gestibile. Secondo me, se gli mandiamo Al Bano la risolviamo. Già dal nome lo accoglierebbero bene. Al Bano. Sembra una cosa tipo Al-Bagdhadi, no? Lo presentiamo come Al-Ban Karrysy ed è fatta. E’ già infiltrato. Io ce lo vedo.

Se durante una strage gli liberiamo Al Bano, io dico che gli attentati verrebbero rinviati e i terroristi, ovviamente fan del maestro, finirebbero a farsi i selfie con lui, pubblicandoli poi su Facebook (mi pare il minimo). In questo modo gioioso la polizia potrebbe identificarli per tempo e forse li arresterebbe anche (va be’, forse quella belga no, ma con un po’ d’impegno…). Insomma, se vogliamo riportare la pace in Europa (che in Siria non è il caso, visto che da lì arriva il petrolio dell’Isis che poi la Turchia ci rivende a prezzo scontato, e mica possiamo investire sulle energie rinnovabili con un piano energetico pulito, degno di questo nome, vi pare? Sennò all’Eni che gli raccontiamo, poi?), c’è un’unica soluzione: Al Bano Carrisi.

Mandiamolo in giro per le stazioni, gli aeroporti e le metropolitane del mondo. Mandiamolo in giro a cantare. Mandiamolo in missione per conto di dio. Mandiamolo ad affrontate l’Isis. Lui, da solo, è l’unico che ce la può fare!

Ci sarà una storia d’amore ed un mondo migliore.
Ci sarà un azzurro più intenso ed un cielo più immenso.
Ci sarà la tua ombra al mio fianco vestita di bianco.
Ci sarà anche un modo più umano per dirsi ti amo.

Non vi sentite già meglio?

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